Quel giorno in cui il web decise che avevamo una «Grande nemica»

di Gianmichele Laino | 27/09/2019

La Grande nemica
  • Il 26 settembre è uscito il libro La grande nemica

  • L'autore, Flavio Alivernini, ha parlato con Giornalettismo

  • Come Laura Boldrini è diventata il bersaglio dei social network

Nessuno si ricorda con precisione come è iniziato. Anche perché, da un certo momento in poi, la percezione è stata quella tipica della normalità. Un giorno, quando Laura Boldrini era già presidente della Camera, il web decise di individuarla come target principale. Un obiettivo contro cui sfogare odio. Una istituzione dello Stato contro cui valeva qualsiasi tipo di fake news. Da quel momento – e all’insaputa di tutte le persone che in lei vedevano semplicemente una donna, un’istituzione, persino un’avversaria politica -, Laura Boldrini è diventata la grande nemica.

La grande nemica è il nuovo libro di Flavio Alivernini

Proprio La grande nemica è il titolo che Flavio Alivernini ha scelto per il suo saggio, edito per People e uscito in libreria il 26 settembre. L’autore, che da sempre lavora accanto alla deputata ed ex presidente della Camera, ha provato a ricostruire le tappe di quel processo che ha portato Laura Boldrini a diventare inspiegabile bersaglio di un certo tipo di utenti sui social network.

«La storia che racconto – dice Flavio Alivernini a Giornalettismo – è un espediente per entrare nella pancia di un Paese umiliato e offeso. Fiaccato dalla crisi economica e preso in giro da una propaganda menzognera che ha soffiato sul fuoco della paura indicando nemici per distrarre l’attenzione sui veri problemi del Paese. Non è un episodio particolare che fa male, ma la tendenza di una certa politica a non assumersi nessuna responsabilità e a educare gli italiani alla cultura del capro espiatorio. I problemi? Sempre colpa di qualcun altro. La vera “grande nemica” è stata la distorsione della realtà».

La grande nemica

Già, perché quello che è successo a Laura Boldrini e che viene raccontato in maniera dettagliata in questo volume (facendo nomi e cognomi, raccogliendo le cronache dei giornali, esprimendo considerazioni personali sul perché di ciò che è accaduto) è stato il frutto di una grande allucinazione collettiva, alimentata da un certo tipo di propaganda politica: «La grande nemica non parla di politica, ma alla politica. L’ho dedicato a Carolina Picchio, che si è tolta la vita a 14 anni perché non ha retto agli insulti e alla vergogna della gogna mediatica. “Uccisa da 2600 like” ha detto suo padre. Questo è un grido d’allarme che le istituzioni non possono permettersi di ignorare. Personalmente penso che l’odio online vada regolamentato. Come si è fatto in Germania e in Francia. C’è chi dice che la rete sia un ecosistema col quale le legislazioni nazionali e internazionali non devono interferire. O che i social siano solo un mezzo per veicolarli, ma certi sentimenti – come l’odio – sono già presenti nella società. Tutto condivisibile, ma continuo a pensare due cose. L’assenza di regole sfavorisce i più deboli e, poi, la mia libertà inizia dove finisce quella dell’altro».

L’obiettivo del libro La grande nemica di Flavio Alivernini

Il libro rappresenta un contributo in questa direzione: l’obiettivo dell’autore è quello di offrire uno strumento in più a tutti quei ragazzi e a quelle ragazze che vogliono e devono reagire ai bulli. Lo fa partendo dal caso concreto, da quell’immotivata valanga d’odio che a un certo punto si è abbattuta sull’ex presidente della Camera, inventando su di lei le bufale più assurde: «Laura Boldrini è una donna forte che ha vissuto in contesti di guerra e gestito situazioni di emergenza gravi, non sono mica gli insulti e le minacce dei leoni da tastiera a metterle paura. Però vederli riuniti tutti insieme, con tanto di nomi e cognomi, le ha fatto effetto».

Paradossale è anche ciò che è successo a questo volume e Giornalettismo ha provato a raccontarlo. Prima ancora della sua uscita, quando nessuno – tranne gli editor e la cerchia più stretta di amici e collaboratori dell’autore – avevano avuto la possibilità di leggerlo, era già diventato oggetto di odio in rete. Era bastato l’annuncio della sua uscita. Per questo motivo, l’editore – con una mossa geniale e in perfetta linea con lo spirito dell’opera – ha raccolto gli insulti che erano stati rivolti al libro e ne ha fatto fascette per la presentazione in libreria: «Non è stata una mia idea, ma della casa editrice – ha detto Flavio Alivernini -. Certo, insultare un libro prima ancora di leggerlo rafforza la mia convinzione: su di lei si sono cristallizzati degli stereotipi e dei pregiudizi irrazionali e indotti. Meno male che piano piano però, stanno venendo giù».

La grande nemica si propone come una pagina della nostra storia recente. Perché coglie un aspetto che non tutti abbiamo ancora compreso. Il web è in grado di alterare la realtà, o almeno la sua percezione. Quando ciò accade in politica, il fenomeno può diventare pericoloso.

FOTO: FLAVIO ALIVERNINI, autore de La grande nemica – credits Nerina Garofalo