Animali e “redenzione”: perché il discorso di Joaquin Phoenix è stato da “Oscar”

di Daniele Tempera | 10/02/2020

  • La notte degli Oscar è stata anche la notte di Joaquin Phoenix decretato migliore attore del 2020

  • Ma durante la premiazione l'attore ha pronunciato un discorso capace di commuovere e entusiasmare in tanti

  • Un discorso che va dai diritti degli animali all'importanza dell'empatia, fino al ricordo commosso del fratello River Phoenix

Con l’interpretazione di Joker, film rivelazione del 2109, è entrato probabilmente di diritto nella storia del cinema. Un’interpretazione magistrale che è valsa a Joaquin Phoenix l’Oscar da migliore attore nella premiazione di ieri e che l’attore americano ha deciso di onorare con un discorso che ha lasciato il segno, in cui ha parlato di “animalismo”, lotta alle disuguaglianze, empatia e redenzione personale e collettiva. Parole che continuano a emozionare fan e utenti della rete e che sono diventate immediatamente virali.

«Penso che il più grande regalo che mi è stato fornito è quello di dare voce a chi voce non ha» ha esordito l’attore americano che ha poi aggiunto «Penso che se parliamo di ineguaglianza di genere, di razzismo, di diritti della comunità lgbt o delle popolazioni indigene o di diritti degli animali, stiamo parlando di lotta contro l’ingiustizia. Stiamo parlando della lotta contro la credenza che una nazione, una popolazione, una razza, un genere, una specie abbia il diritto di dominare, vessare e controllare un’altra con impunità».

L’impegno per i diritti degli animali

Una stoccata che Phoenix ha riservato all’attitudine umana per quanto riguarda il nostro rapporto con l’ambiente e in particolare con gli animali che lo affollano: «Siamo diventati davvero disconnessi dal mondo naturale che ci circonda. Molti di noi hanno una visione del mondo egocentrica e credono che siamo al centro dell’Universo. Si approcciano alla natura solo per depredarne le risorse. Si sentono autorizzati a inseminare artificialmente una mucca per poi rubarne il cucciolo, anche se le sue grida sono esplicite. Poi prendiamo il latte destinato al vitello e lo mettiamo nei nostri caffé o nei nostri cereali».

Un’attitudine che per l’attore viene bilanciata con la grandezza dell’essere umano, ovvero quella dell’imparare dai propri errori: « Temiamo il cambiamento, perché pensiamo che per realizzarlo dobbiamo sacrificare o smettere di fare qualcosa. Ma gli esseri umani sono al loro meglio quando sono creativi e innovativi, e noi dobbiamo creare, sviluppare e implementare sistemi per cambiare in modo che possano beneficiarne tutti gli esseri senzienti e anche l’ambiente».

“Sono stato una canaglia”

L’attore non ha poi esitato a fare “Mea Culpa” sulla sua vita e sulle difficoltà attraversate verso il suo cambiamento individuale: «Sono stato una canaglia tutta la mia vita. Sono stato egoista, a volte crudele, una persona difficile con la quale lavorare e sono molto grato a tutti quelli che in questa sala mi hanno dato una seconda chance. Penso che siamo al nostro massimo quando ci supportiamo l’un l’altro, non quando ci eliminiamo l’un l’altro per i passati errori, ma quando ci aiutiamo a crescere. Quando ci educhiamo a vicenda, ci guidiamo l’un l’altro verso la redenzione». Commosso il ricordo del fratello, l’attore River Phoenix, scomparso ad appena 23 anni: «Quando avevo 17 anni mio fratello scrisse questa canzone. Faceva così: “Corri verso la salvezza con amore e la pace arriverà”». Frasi che sono valse all’attore americano una vera e propria ovazione.