Non solo la sospensione dell’account, ora Musk vuole denunciare il 20enne che ha tracciato il suo jet

Secondo il proprietario di Twitter, lo studente avrebbe messo in pericolo la sicurezza dell'imprenditore e di suo figlio

15/12/2022 di Redazione

Nella giornata di ieri, la sospensione dell’account Twitter creato dallo studente 20enne Jack Sweeney per monitorare gli spostamenti del jet di Elon Musk ha fatto molto discutere. L’azione, infatti, mal si concilia con la volontà di Elon Musk di rendere completamente liberi di esprimersi gli utenti del suo social network. Eppure, il magnate fondatore di Tesla ha addotto, come motivazione, quella della garanzia della sicurezza. Twitter ha ribadito che la diffusione di informazione sulla geolocalizzazione di terze parti comunicata senza il consenso delle stesse è vietata secondo le policies della piattaforma. In quest’ottica, ieri, ha rimosso l’account Twitter che tracciava gli spostamenti del suo jet. Oggi, Elon Musk ha alzato il tiro, minacciando di denunciare il giovane studente Sweeney.

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Jet di Musk, ora il magnate vuole anche denunciare Jack Sweeney

«La scorsa notte un’auto che aveva a bordo ‘Lil X’ (il figlio di Elon Musk, ndr) a Los Angeles è stata seguita da uno stalker pazzo. Pensava fossi io. E poi l’ha bloccata e si è arrampicato sul cofano» – ha scritto Elon Musk sui social network. In quest’ottica, ha annunciato la sua intenzione di denunciare, appunto, lo studente che aveva creato @ElonJet. Da qui anche la decisione tempestiva di sospendere l’account che riusciva a tracciare, con estrema precisione, gli spostamenti del jet Gulfstream di Musk.

In passato, Musk aveva offerto una cifra importante allo studente, purché rimuovesse l’account. Quest’ultimo aveva rilanciato chiedendo all’imprenditore di aver accesso a uno stage in Tesla, senza però ottenere risultati. Alla fine, la vicenda potrebbe concludersi in tribunale. La sensazione è che, quando l’espressione libera degli utenti entri in qualche modo nei confini privati e personali di Musk, non si esita ad applicare la stessa logica di moderazione che, in precedenza, caratterizzava Twitter. Due pesi e due misure?

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