Omicidio Khashoggi, Donald Trump continua a difendere la famiglia reale Saudita

di Gaia Mellone | 17/10/2018

«Innocente fino a prova contraria». Donald Trump ha paragonato le indagini per l’assassinio del giornalista saudita del Washington Post Jamal Khashoggi alle accuse contro Brett Kavanaugh, sollevando non poche perplessità. Il presidente è stato infatti aspramente criticato per non aver preteso fin dall’inizio chiarezza dalla famiglia reale saudita, nemmeno dopo la visita del segretario di Stato americano Mike Pompeo al Re Salman, conclusasi con sorrisi e abbracci.

La posizione vaga Usa su Khashoggi, gli abbracci tra Pompeo e Salman

Jamal Khashoggi, il giornalista dissidente che scriveva per il Washington Post, è sparito il 2 ottobre dopo essere entrato nel consolato saudita a Istanbul. Secondo gli investigatori Turchi, che hanno rilasciato dettagli sull’omicidio alla testata giornalistica Middle East Eye, è stato ucciso in soli 7 minuti, dopo aver subito orribili torture: dopo avergli tagliato le dita, lo avrebbero decapitato, per poi fare a pezzi il suo corpo e scioglierlo nell’acido. Dietro al brutale assassinio, ci sarebbero, secondo una ricostruzione del New York Times, 5 persone, di cui 4 collegate al principe ereditario saudita. Dall’amministrazione Trump invece, solo silenzio. Dopo sei giorni in cui la notizia ha fatto il giro del mondo e la Casa Bianca veniva bersagliata di domande,  Mike Pompeo ha rilasciato una dichiarazione in cui si affermava che diplomatici statunitensi di alto livello avevano parlato con i loro omologhi sauditi del caso, e avevano chiesto «al governo dell’Arabia Saudita di sostenere un’indagine approfondita sulla scomparsa di Khashoggi e di essere trasparente sui risultati di tale indagine». 

Non essendoci ambasciate americane in Arabia Saudita, il presidente Donald Trump ha avuto una lunga conversazione al telefono con il Re Salman e secondo alcune indiscrezioni, in quell’occasione sarebbero arrivati ad una versione “accettabile” per salvare le due famiglie dall’imbarazzo: il giornalista sarebbe morto durante un interrogatorio di cui il Re non era a conoscenza, ma il principe ereditario non verrà incluso nell’indagine interna saudita. Trump ha poi usato parole molto concilianti verso la famiglia reale in un tweet, dove diceva di aver «appena parlato con il principe ereditario dell’Arabia Saudita, che ha categoricamente negato di sapere qualcosa di quello che è successo all’interno del consolato turco».

Non solo è una versione in contrasto con i dettagli emersi nei giorni successivi, ma si tratta anche di un’esclusione che non riguarda l’attività investigativa delle autorità turche. Mike Pompeo ha fatto visita al re Salman martedì 16 ottobre e all’incontro ha partecipato anche il 33enne principe ereditario, Mohammed bin Salman. Tutto si sarebbe svolto in maniera estremamente pacifica e cordiale; fin troppo considerando le pressioni mediatiche e investigative. Dopo l’incontro, Pompeo ha dichiarato che le autorità turche «non hanno fatto nessuna eccezione per coloro che possono ritenere responsabili». Nessun commento sul possibile, e stando ai giornali turchi e statunitensi probabile, coinvolgimento saudita: «Non ne vogliono parlare, e nemmeno io» ha dichiarato parlando con la stampa.

Intanto, Donald Trump ha fatto sapere che ha formalmente richiesto alla Turchia i materiali audio e video «se esistono» di cui sarebbero entrati in possesso i media turchi, che confermerebbero le torture che hanno portato alla morte del giornalista.

La posizione vaga Usa su Khashoggi, il ruolo di Jared Kushner

La cautela di Donald Trump potrebbe essere dovuta al maxi accordo stretto con l’Arabia Saudita: 110 miliardi di dollari di forniture militari americane a Riad. Una commessa ottenuta grazie anche alla stretta intesa nata tra il responsabile per il Medio Oriente della Casa Bianca Jared Kushner, genero di Trump, e Mohammed bin Salman. Vengono definiti “i due principi” dai media americani, e hanno già alle spalle una relazione “discutibile”. Lo scorso anno Kushner era stato accusato di aver rivelato al principe saudita informazioni riservate di intelligence, motivo per cui lo stesso Bin Salam si sarebbe poi vantando pubblicamente di tenerlo in pugno. Eppure, sempre via twitter, Donald Trump nega di aver qualsiasi legame economico con il paese.

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(credits immagine:  © Olivier Douliery/CNP via ZUMA Wire))