Ilaria Cucchi: «Pronta a candidarmi come sindaco di Roma, ma i partiti facciano un passo indietro»

di Redazione | 19/11/2019

Ilaria Cucchi
  • Ilaria Cucchi si è fatta sentire dopo la sentenza di condanna di due carabinieri

  • Ha lanciato la sua provocazione con la candidatura a sindaca di Roma

Ilaria Cucchi, dopo la sentenza sulla morte di Stefano Cucchi e la relativa condanna a 12 anni di due carabinieri, ha rilasciato alcune dichiarazioni presso diversi organi di stampa. La polemica più aspra è stata rilanciata nei confronti dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini che, commentando la sentenza, aveva affermato di condannare qualsiasi tipo di spaccio o di consumo di sostanze stupefacenti. Ovviamente, sorvolando – se non attraverso una generica affermazione – sulle responsabilità dei militari nella morte del giovane Stefano Cucchi.

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Ilaria Cucchi e la provocazione sulla candidatura a sindaca di Roma

In seguito a queste affermazioni, Ilaria Cucchi ha pensato di sporgere una querela nei confronti dello stesso leader della Lega. Una questione che ha tenuto banco in questi ultimi giorni e che ha avuto una ampia cassa di risonanza. Anche perché non sono mancate le risposte da parte dello stesso Matteo Salvini che non si è detto preoccupato per l’azione legale che la sorella di Stefano Cucchi vorrà intraprendere.

In ogni caso, il suo spirito battagliero non è passato inosservato. E in questi tempi di forte crisi d’identità da parte della sinistra e dei partiti progressisti che si battono per i diritti civili, si è pensato a lei come figura emblematica per una lotta politica molto caratterizzante. Ilaria Cucchi non si è tirata indietro, ha affermato di essere molto attenta all’evolversi della situazione italiana e di voler fare politica vera, quella basata sul rispetto dei diritti.

Parla di una provocazione: «Ho detto che sono pronta a presentarmi come sindaco di Roma purché tutti i partiti facciano un passo indietro – ha affermato nel corso di un passaggio a Radio Radio -. Più una provocazione che altro… Infatti sono rimasta a casa. Ora penso a godermi questo momento di riconciliazione con me stessa. Avevamo ragione noi, faccio ancora fatica a pensare che ce l’abbiamo fatta». Una sorta di proposta, lanciata tuttavia con dei criteri ben precisi.