Twitter e Facebook contro la Cina: denunciati account falsi che screditano le proteste di Hong Kong

di Gaia Mellone | 20/08/2019

Twitter e Facebook contro la Cina: denunciati account falsi che screditano le proteste
  • Continuano le proteste ad Hong Kong

  • Facebook e Twitter sostengono di avere le prove di un piano governativo atto a screditare le manifestazioni

Mentre le strade di Hong Kong sono piene da giorni di attivisti che protestano, degli account falsi sui social network screditano e minimizzano il tutto. È questo il contenuto della denuncia mossa dai colossi Facebook e Twitter contro Pechino, sostenendo di avere prove dell’operazione studiata a tavolino proprio dal governo.

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Twitter e Facebook contro la Cina: denunciati account falsi che screditano le proteste di Hong Kong

Una operazione studiata a tavolino e guidata proprio dal governo di Pechino per screditare le proteste che da settimane stanno colpendo Hong Kong. Centinaia di migliaia di persone da settimane protestano contro la legge che facilita l’estradizione in Cina per essere processati, di fatto minando l’indipendenza e l’autonomia della regione di Hong Kong. In piazza sono tornati gli ombrelli del 2014, gli attivisti sono riusciti ad arrivare fino al Parlamento, non si sono arresi né hanno ceduto nemmeno quando la governatrice Lam ha proposto un dialogo, ritenuto insufficiente dai manifestanti. Ora dalla loro parte si schierano anche i colossi Facebook e Twitter che hanno denunciato degli account falsi sulle loro piattaforme che screditavano le proteste. Un’operazione i cui fili erano tenuti proprio dal governo, che tentava di nascondere il malcontento con la propaganda. Gli account falsi diffondevano false notizie, dipingendo i manifestanti come violenti, aggressivi, pericolosi, sminuendone gli ideali, addirittura arrivando a insinuare legami tra gli attivisti di Hong Kong e l’Isis.

La denuncia dei social non è stata solo di facciata: Facebook ha rimosso «sette pagine, tre gruppi e cinque account» di disinformazione mentre Twitter ha bloccato 963 account e la promozione e sponsorizzazione di tweet pubblicati da organi media con l’appoggio statale. Quest’ultima mossa è legata anche alle polemiche successive alla pubblicità fatta da alcuni media, tra cui il china Daily, di spot che sostenevano che le proteste di Hong Kong fossero alimentate dagli itneressi del’Occidente e stessero sfociando in una deriva violenta.
(Credits immagine di copertina: © Aidan Marzo/SOPA Images via ZUMA Wire)

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