Nonostante Burioni, è il solito Grillo: «I medici fanno diagnosi inutili»

di Gianmichele Laino | 13/01/2019

Beppe Grillo contro medici
  • Beppe Grillo ha affermato che il 50% delle diagnosi dei medici non serve

  • Lo ha rivelato a pochi spettatori a margine di un suo spettacolo

  • In settimana aveva firmato il patto per la scienza di Roberto Burioni

La sua adesione al patto per la scienza proposto da Roberto Burioni aveva diviso. Da un lato, c’era chi applaudiva Beppe Grillo per il suo «ritorno alla normalità» in campo medico-scientifico, dall’altro – soprattutto nel popolo no-vax che aveva dato il proprio appoggio al Movimento 5 Stelle – si era sollevata una pioggia di critiche e di attacchi via social network. In realtà, Beppe Grillo dimostra di avere delle teorie che continuano a discostarsi dalla visione ‘tradizionale’ della scienza e della medicina.

Beppe Grillo contro medici: «Fanno diagnosi inutili»

Così, a margine di un suo spettacolo al teatro Diana di Napoli, Beppe Grillo si è fermato a parlare con alcuni spettatori, regalando un piccolo fuoriprogramma proprio sulla sanità. A suo modo di vedere, i medici propongono delle diagnosi inutili in moltissimi casi. Per questo motivo, bisogna stare attenti a farsi condizionare.

«A Napoli – ha detto Beppe Grillo – negli anni Cinquanta non esistevano malattie cardiache e colesterolo. Oggi siete i pù fumatori d’Europa. Non avete consapevolezza. I medici oggi sono agenti di viaggio. Vi mandano da una parte all’altra ma il 50 per cento degli esami non serve». La storia dei medici come agenti di viaggio era stata già ripetuta in passato, sia nel corso dei suoi spettacoli, sia nei suoi interventi sul blog. Dunque, non è proprio un inedito. Tuttavia, queste parole assumono un significato nuovo, alla luce della firma del patto per la scienza proposto da Burioni.

La teoria di Beppe Grillo sul tumore alla prostata

Poi, Beppe Grillo ha proseguito con una particolare teoria sul tumore alla prostata, sostenendo che «dopo i cinquant’anni ce l’abbiamo tutti, gonfia un po’, è normale». Il ragionamento proseguiva sostenendo che l’abuso degli esami per il tumore alla prostata, con le successive diagnosi, comporta per il paziente una serie di cure molto complesse. «Mentre in Svizzera – prosegue Grillo – hanno fatto autopsie su pazienti ultranovantenni, tutti con tumore alla prostata e alla tiroide: nessuno era morto per queste cause».

Il suo fuoriprogramma si interrompe con la classica battuta: «Per curare la prostata bisogna usarla, avere fino a 23 eiaculazioni al mese. Io sono arrivato a 22 e si è fatto tardi: mi aspettano a casa».

[Un frame del video proposto da Repubblica Tv dell’intervento di Grillo al teatro Diana]