Giulia Bongiorno dà la colpa ai social e alla tv e non chiede scusa per aver definito le donne ‘isteriche’

di Enzo Boldi | 31/03/2019

Giulia Bongiorno
  • Giulia Bongiorno sostiene di non doversi scusare per aver suddiviso le donne in "isteriche o in pericolo di vita"

  • Il ministro dice che la colpa è dei social che l'hanno costretta a una sintesi "da schedina"

  • Responsabilità le hanno anche le televisioni che con i loro tempi ridotti condizionano i discorsi

Una battuta ricorrente nel film ‘Suburra’, diventata oggetto di meme nei mesi successivi all’uscita della pellicola tratta dal romanzo di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo è: «È stata Roma». La pronuncia Samurai (interpretato da Claudio Amendola) per giustificare tutte le cose negative che accadono nella capitale e per celare il suo potere di vita e di morte sugli altri. Perché citare questa battuta? Il motivo è molto semplice e ci rimanda immediatamente all’intervista rilasciata dal ministro Giulia Bongiorno al Corriere della Sera, nella quale non chiede scusa per aver separato le donne in due categorie – «isteriche o in pericolo di vita», e trova un colpevole: «Sono stati i social».

«Non ho nulla di cui scusarmi, questa volta. E glielo dico col cuore – dice Giulia Bongiorno al giornalista de Il Corriere della Sera che l’ha intervistata -. Sono rimasta intrappolata nella rapidità a cui in quest’epoca i social, ma lo stesso vale per la tv, ci costringono». Insomma, non chiede scusa perché sono vittima della ristrettezza dei social e dei tempi televisivi che hanno obbligato il ministro a sbrigare in pochi istanti un concetto, sintetizzandolo così: sul Codice Rosso tre giorni servono a stabilire «se si ha a che fare con un’isterica o con una donna in pericolo di vita».

Giulia Bongiorno non chiede scusa e dà la colpa ai social

«Io mi occupo di questioni per cui serve spiegare tutto e bene, purtroppo le cose che dovevo dire le ho sintetizzate in tv e sui social con un segno in schedina – ha proseguito Giulia Bongiorno -. Isterica fa parte del mio vocabolario solo come citazione altrui. Quell’isterica non è mio. Moltissimi detrattori della norma Codice Rosso che ho incontrato sulla mia strada, nell’insistere sulla tesi secondo cui molte delle donne che denunciano una violenza in realtà non l’hanno subita, citano sempre quella parola. ‘E se è un’isterica?’, ‘Perdiamo tempo a causa di un’isterica?’, cose così. Per me, tutte le donne che denunciano una violenza vanno sentite entro tre giorni, poi si vede se chi denuncia dice la verità o calunnia».

Ha fondato Doppia Difesa con Michelle Hunziker

Quindi il ministro Giulia Bongiorno, avvocato e anche fondatrice dell’associazione Doppia Difesa insieme alla showgirl Michelle Hunziker, per sintetizzare il proprio concetto ha utilizzato parole che gli sono state riferite durante le discussioni per la stesura del testo sul Codice Rosso. Una sintesi non andata benissimo. Sarebbe bastato chiedere scusa per un’uscita infelice, invece di tirare su il mento e dare la colpa ai tempi televisivi e alla ristrettezza dei social.

(foto di copertina: ANSA / ETTORE FERRARI)