I giornalisti de L’Espresso sono stati aggrediti dai militanti neofascisti

di Gaia Mellone | 07/01/2019

  • Aggrediti il cronista Federico Marconi e il fotografo Paolo Marchetti

  • I due si erano recati al Verano per documentare la commemorazione indetta dai movimenti neofascisti

  • L'appello allo Stato: «Una violenza indegna di uno stato democratico, ci aspettiamo una reazione dal Viminale»

L’Espresso parla di una «violenza neofascista» contro i suoi due giornalisti Federico Marconi e Paolo Marchetti, che stavano documentando la commemorazione di «tutti i camerati assassinati sulla via dell’onore» promossa dal movimento neofascista Avanguardia Nazionale insieme a Forza Nuova e Fiamme Nere.

Giornalisti de L’Espresso aggrediti durante la commemorazione neofascista

È lo stesso settimanale a raccontare il terribile episodio con un articolo pubblicato sull’edizione online. Si legge che i due giornalisti si erano recati al cimitero del Verano «con estrema discrezione e rispetto per il luogo» per documentare la commemorazione dei morti di Acca Larentia promossa dai movimenti neofascisti e da Avanguardia nazionale, organizzazione neofascista e golpista italiana sciolta formalmente nel 1976 per effetto della legge Scelba. «Ma in Italia le cose funzionano così, la memoria è corta e anche Avanguardia può avere una seconda vita – si legge nell’articolo de L’Espresso –  e con arroganza ritagliarsi spazio nella galassia dell’estrema destra». L’articolo ricostruisce che poco dopo l’inizio della commemorazione, alcuni esponenti dell’estrema destra si sono avvicinati con fare minaccioso al fotografo Paolo Marchetti, intimandolo di consegnare la scheda di memoria della macchina fotografica: «L’hanno ottenuta ma non contenti, gli hanno chiesto il documento per identificarlo, senza che le forze dell’ordine intervenissero» continua l’articolo a firma di Giovanni Tizian. A quel punto qualcuno avrebbe gridato «L’Espresso è peggio delle guardie», e un altro gruppo ha quindi accerchiato il giornalista Federico Marconi. Tra gli assalitori c’era anche il capo di Forza Nuova Roma, Giuliano Castellino «incredibilmente libero di muoversi come se nulla fosse nonostante sia sorvegliato speciale». Castellino infatti è sottoposto al regime di sorveglianza speciale, ed era in aperta violazione del divieto partecipando alla commemorazione al Verano. L’Espresso sottolinea che probabilmente è stato proprio questo a scatenare la violenza dei militanti: l’avere una registrazione della violazione. Castellino «si è avvicinato al nostro cronista e lo ha preso per il collo. Altri lo hanno spintonato, tirandogli anche un calcio sulle gambe e una serie di schiaffi» continua l’articolo, aggiungendo che erano presenti anche molti vecchi leader di Avanguardia Nazionale. Uno di questi ha sequestrato al giornalista «il cellulare e il portafoglio per identificarlo. Dal telefono hanno cancellato foto e video della giornata». La restituzione degli effetti personali è avvenuta solo quando è intervenuta la Digos «che seguiva a distanza l’aggressione».

La redazione de L’Espresso invoca il Viminale: «Non ci faremo intimidire»

Dopo aver ricostruito quanto accaduto, la redazione del settimanale dice che «non si lascerà certo intimidire da queste azioni fasciste, vili e vergognose» e condanna la violenza subita come «indegna di uno Stato democratico». Proprio allo Stato viene dedicata l’ultima riga dell’articolo: « Come giornalisti e come cittadini ci aspettiamo una dura reazione del Viminale» conclude.

(credits immagine di copertina: tweet de L’espresso @espressonline)

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