Quasi 50mila euro in 24 ore raccolti per Mediterranea

di Redazione | 09/07/2019

Fondi Mediterranea
  • L'ong Mediterranea vuole tornare in mare

  • Per farlo deve affrontare le spese, oltre a pagare le multe per l'azione della nave Alex

  • Raccolti 50mila euro in poche ore

L’obiettivo è raggiungere quota 300mila euro. Perché, a quanto pare, non c’è soltanto il costo di affrontare traversate difficili garantendo i servizi di assistenza (cibo e medicine, soprattutto) minimi per i migranti in difficoltà. In seguito alle politiche sull’immigrazione del governo italiano, c’è anche tutto quello che viene dopo: le multe e le spese processuali. Mediterranea ha lanciato per questo motivo una raccolta fondi, in modo tale da poter tornare al più presto in mare.

Fondi Mediterranea, 50mila euro in 24 ore

Le motivazioni sono state spiegate dall’armatore Alessandro Metz che, sulla sua pagina Facebook, ha avviato la colletta online. In pochissime ore, meno di 24, sono già stati raggiunti i 50mila euro, praticamente un sesto dell’obiettivo complessivo.

«Abbiamo in questo momento la nave Mare Jonio sotto sequestro probatorio a Licata a disposizione della procura di Agrigento – ha scritto Metz -. L’imbarcazione Alex è stata confiscata invece questa mattina, in base al decreto sicurezza Bis del Ministro Salvini». E poi prosegue con le indagini sui capitani e sui capimissione, con le tre inchieste aperte dalla procura di Agrigento, con i 65mila euro di sanzioni amministrative che sono stati notificati in questi ultimi giorni per quanto accaduto alla nave Alex che ha salvato più di 50 persone nello scorso fine settimana.

La risposta del popolo del web alle petizioni sulle ong

Molto forte la risposta del popolo del web, che con uno slancio di generosità ha permesso alla ong Mediterranea di raccogliere già una cifra importante. La petizione, tuttavia, proseguirà anche nei prossimi trenta giorni e potrà ottenere il risultato pronosticato al momento del lancio. Già nei gironi scorsi il web si era mobilitato per il pagamento delle spese processuali a Carola Rackete, la comandante della Sea Watch che risulta tra gli indagati per lo sbarco a Lampedusa. In quella circostanza era stata la Rete Italiana Antifascista a lanciare la raccolta. In poco tempo, è stata raggiunta una cifra importante da destinare alla causa della 31enne tedesca.