Figli, Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi «Pochi perché non c’è lavoro, anche la classe dirigente è vecchia» | Video

di Thomas Cardinali | 17/01/2020

La presentazione di Figli a Roma dà subito la sensazione di non essere un film come tutti gli altri, perché manca un grande protagonista. Mattia Torre se n’è andato prima di veder completato il suo ultimo lavoro, che ci permettiamo di definire come uno dei più belli e riusciti. Gran parte del merito è proprio per la sua straordinaria capacità di raccontare con la giusta ironia anche gli aspetti più duri dell’essere genitore, il tutto supportato dalla fantastica prova attoriale di Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea. Abbiamo avuto il piacere di parlare con loro in un’intervista, in cui ci hanno spiegato quali secondo loro sono i problemi del crollo demografico nel nostro paese.

Valerio Mastandrea nella sua disamina punta anche il dito contro la classe dirigente italiana: “Bisognerebbe andare a vivere in Svezia, poi si ritorna con dei piccoli figli italiani. Penso che ci sia una responsabilità della solitudine in cui ci si ritrova nel fare una cosa del genere. Non c’è supporto. Credo che sia un fatto epocale, ma credo che il nostro paese in particolare non brilli neppure per la gioventù nella classe dirigente”, mentre la collega Paola Cortellesi punta il dito anche sulle difficoltà di trovare un lavoro per i più giovani che non hanno un futuro: “Non si riesce a trovare lavoro, non si riesce a comprare una casa. Senza garanzie si continua a rimandare e ora siamo un paese a crescita zero. Ora questo paese non offre la possibilità di diventare genitori presto”

Un film universale Figli di Mattia Torre, che è mancato moltissimo sul set del film secondo quanto riportato da Valerio Mastandrea molto amico del compianto autore: “Credo che in questo film ci sia tutto il modo di approcciare alla realtà di Mattia. La sua ironia, la sua sfrontatezza con cui raccontava la realtà stando lontano e dentro le cose allo stesso tempo. Credo ci sia molto della sua vita all’interno e faceva molto pensare a che grande fortuna sia stata conoscerlo e stare a contatto con lui. Ora siamo tutti più soli. La responsabilità della sua assenza l’abbiamo sentita forte. Ho avuto mal di testa durante e tutte le 7 settimane del film, non ho mai avuto mal di testa nella vita e questo è sintomatico della grande responsabilità perché c’era la sua grossa mancanza”.

Paola Cortellesi anche ricorda Mattia Torre, la cui impronta in Figli è fortissima: “Spesso abbiamo avuto dei dubbi sul tono di alcune scene, la fortuna è stata fare una prima lettura insieme a Mattia. Poi non è stato più possibile, io e Valerio comunque abbiamo fatto gruppo dato che ci conosciamo da 20 anni. Questo film parla del lavoro certosino che una coppia fa per rimanere insieme. Io mi sono ritrovata in tutto, dalle feste allucinante a tutte le tipologie di genitori. Quando Mattia mi ha fatto leggere la sceneggiatura ridevo di me stessa e questo è uno dei suoi grandi talenti. Racconta cose vere in modo surreale, mi riconoscevo nella follia dei genitori che vengono devastati dalla vita. Vedi la realtà, ne ridi e quindi ti alleggerisci. È un film terapeutico, come lo era la capacità di Mattia di utilizzare nel modo giusto l’ironia”.

Mastandrea “Una madre non deve dover rinunciare a tutto per fare dei figli”

Figli con Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea
Figli con Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea

Valerio Mastandrea poi evidenzia un altro forte messaggio in Figli a proposito del ruolo della donna nella nostra società, una presa di posizione importante specie dopo le ultime polemiche sessiste su Amadeus e il Festival di Sanremo 2020: “Io parlerei del ruolo della madre, vista nel nostro paese come una benedizione. Se sei madre devi rinunciare a tutto, noi dobbiamo combattere questo pensiero perché non è giusto. Essere genitori non è punto di arrivo, ma una fase di accompagnamento verso la fine della vita. Quando ti nasce un figlio secondo un mio amico inizi a morire perché il tempo accelera. Dovrebbe essere una cosa naturale ed io non mi sono mai sentito all’altezza di essere genitore, nessuno probabilmente è pronto ad esserlo ma bisogna esserlo allo stesso modo, padre e madre”.

Un ricordo di Mattia Torre è arrivato anche da Giuseppe Bonito, che ha firmato la regia di Figli dopo che glielo ha chiesto l’amico: “Mi chiamò Mattia ed ero molto disorientato, però lui aveva bisogno di un regista di sostegno lì dove non riusciva anche fisicamente. Mi disse che sarei stato un ministro plenipotenziario, io avevo obiettato molto perché pensavo sarebbe stato difficile. Io non ho figli quindi per me era fantascienza, ma lui mi disse che voleva me. Il mio contatto con lui fino a pochi giorni fa è stato molto istintivo, avevo fatto anche la seconda regia ne La Linea Verticale e avevo un bellissimo rapporto con lui. Questo è il nostro omaggio”.

La produzione Wilside  a margine della presentazione ha spiegato di voler realizzare nuovi progetti televisivi e cinematografici sui monologhi di Mattia Torre, mentre Valerio Mastandrea è pronto a far rivivere il lavoro dell’amico a teatro nella prossima stagione. Figli sarà nelle sale dal 23 gennaio con Vision Distribution.