Il monologo con cui tutti stanno ricordando Mattia Torre

di Redazione | 19/07/2019

Mattia Torre

Mattia Torre è morto a Roma, all’età di 47 anni. Un’altra perdita importante per il mondo della cultura italiana. Sceneggiatore, regista e autore italiano, ha legato indubbiamente il suo successo alla serie televisiva Boris. Se ne va dopo una lunga malattia e dopo aver scritto diverse cose di spessore. Non soltanto dal punto di vista cinematografico, ma anche e soprattutto – questo negli ultimi anni – a livello della nuova letteratura di commento.

Il ricordo di Mattia Torre

Dai suoi libri sono stati estrapolati alcuni dei monologhi più importanti che Valerio Mastandrea ha presentato, in modo particolare nel corso della trasmissione Propaganda Live, condotta da Diego Bianchi su La7.

È tipico di questo paese. È sempre colpa di un altro. È sempre colpa di quello che veniva prima, di quello che ha fatto il lavoro prima. Stessa cosa con il governo appena insediato: trova un buco di 1000 miliardi di debito lasciato dal governo precedente e al precedente governo non gli sta bene che si dica così e allora che fa? Accusa il precedente ancora che a sua volta accusa il precedente fino a risalire ad un governo talmente indietro nel tempo che sono ormai tutti morti e che pure nelle tombe bofonchiano: la colpa è di quello prima! Milioni di cittadini e nessuno ha una sola responsabilità ed è magnifico, perché la responsabilità è come una palla che rimbalza in un campo e la colpa, se l’abbiamo persa, è del centro campista che accusa il difensore che dice che il mediano è un mentecatto. E questo vale per tutto il paese. È una grande catena di Sant’Antonio. 

Il monologo «È sempre colpa di qualcun altro» è stato uno degli ultimi recitati da Valerio Mastandrea. In questi minuti, lo staff di Propaganda Live ha voluto ricordare Mattia Torre sui propri canali social, proprio attraverso la ripubblicazione del monologo di Valerio Mastandrea:

Anche il direttore di La7 Andrea Salerno ha voluto omaggiare Mattia Torre: «Finite le parole, restano le tue a tirarci su. Ciao».

FOTO: ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI