Feltri se la prende anche con la Costituzione che consente a Mattarella di «ignorare il popolo»

di Enzo Boldi | 11/08/2019

Feltri
  • Il direttore di Libero sostiene che la Costituzione vada contro la volontà del popolo

  • Vittorio Feltri spiega che la colpa è della Costituzione che permette a Mattarella di decidere

  • Il richiamo è al voto immediato, senza ripensamenti

Siamo, ormai, abituati ad articoli e post social pungenti e polemici di Vittorio Feltri. Oggi il direttore di Libero, nel suo editoriale della domenica, se la prende anche con la Costituzione ‘rea’, secondo lui, di consentire al Presidente della Repubblica di andare contro la volontà popolare che consentirebbe alla Lega di passare all’incasso con le elezioni anticipate. E il titolo del suo articolo, in prima pagina, è tutto un programma: «Decide Mattarella. La Costituzione consente al Quirinale di ignorare il popolo».

Ci sono regole da seguire in uno Stato democratico, in una Repubblica Parlamentare costituita – e sancita su carta con la Costituzione – quando lo stesso Vittorio Feltri era ancora in fasce essendo nato nel giugno del 1943. Mentre lui faceva i suoi primi vagiti, l’ultima fase di Monarchia e dittatura in Italia respirava le ultime boccate di ossigeno prima della fine. Poi l’avvento della nuova forma di Stato con il referendum del 3 giugno del 1946 (quando Feltri doveva ancora compiere tre anni) che portò alla fondazione della Repubblica Italiana.

Feltri se la prende con la Costituzione

E nel giro di poco più di un anno, venne scritta e promulgata la Costituzione che ora, secondo Vittorio Feltri, limita la volontà del popolo: la piazza vorrebbe un Paese guidato in via esclusiva (al netto dell’alleanza con Fratelli d’Italia) da Matteo Salvini, mentre Mattarella – grazie alla Carta costituente – può andare oltre e decidere di prima persona cosa fare. In realtà, il Presidente della Repubblica è obbligato a tentare un passaggio parlamentare perché – qualora esistesse una nuova maggioranza alternativa a quella uscente – non potrebbe garantire il ritorno alle urne.

Le elezioni del 2018 e il mancato governo da «volontà popolare»

«Succedesse ciò, saremmo di fronte a una scelta antidemocratica o, meglio, antipopolare», scrive Vittorio Feltri che, però, sottolinea come il tutto sia indicato dalla Costituzione. Fa sorridere che questo discorso non sia stato fatto nel 2018 quando le urne diedero la vittoria al Movimento 5 Stelle, seguito dal Pd e dalla Lega. Il Carroccio, infatti, era il terzo partito all’epoca (vinse la colazione di Centodestra, non solo Matteo Salvini), ma alla fine (per responsabilità di dem e pentastellati) si andò a formare un governo tra la prima e la terza forza secondo la volontà popolare.

(foto di copertina: ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)