Federico Moccia, l’intervista: «Vorrei che Ultimo cantasse La ragazza di Roma Nord»

di Thomas Cardinali | 19/12/2019

Federico Moccia torna con il suo nuovo romanzo “La Ragazza di Roma Nord” e lo fa raccontando un nuovo amore giovanile. Per questo libro la casa editrice e l’autore di “Tre Metri Sopra al Cielo” hanno scelto di affidarsi ad una sorta di esperimento di coworking, dato che sono stati selezionati tramite un concorso 8 autori, 6 donne e 2 uomini, che hanno arricchito con poesie e racconti la storia diventandone a loro modo parte interagendo con i protagonisti de “La Ragazza di Roma Nord”.  

Abbiamo incontrato Federico Moccia che ci ha parlato dell’amore sbocciato su un treno tra Simone e Sara, ma anche del suo rapporto con la città di Roma e di come sia cambiata la sua scrittura in tutti questi anni di successi.

Federico Moccia, il suo nuovo romanzo La Ragazza di Roma Nord è stato una sorta di esperimento letterario. Ce lo può raccontare?

“A me divertiva molto il fatto che tanta gente dicesse sempre ‘mi piacerebbe pubblicare un mio libro’ e quindi lì è nata l’idea di organizzare il concorso.  Ho pensato di inserire all’interno del romanzo otto finestre in maniera che potessero pubblicare insieme a me i loro racconti e le loro poesie. Abbiamo fatto un contest con più di mille persone e abbiamo scelto otto tra racconti e poesie scritti da sei donne e due uomini dai 18 ai 62 anni. Loro sono diventati personaggi all’interno del romanzo e interagiscono con i protagonisti”.

Come mai ha scelto di raccontare questa storia d’amore e farla nascere su un treno quasi per caso?

“Mi piace molto il fatto che un romanzo  possa raccontare qualcosa di credibile, di reale, uno spaccato di vissuto. Mi trovo bene quando sono in viaggio sui treni e osservo la gente che mi circonda, mi piace questo mondo perché è come un’isola a sé stante. Parti e il treno ti porta in un viaggio con grandi libertà e possibilità infinite di fare nuovi incontri. Come nel film con Ethan Hawke “Prima dell’alba” che mi piacque molto e che ha avuto anche a distanza di anni un sequel. Il treno è un territorio davvero particolare”.

Si parla di tradimento e amore, due argomenti che ha toccato in tanti suoi romanzi. Come mai la affascinano così tanto?

“Credo che il tradimento sia una componente della nostra vita spesso sofferta e della quale non riusciamo a esorcizzare. Spesso è la gelosia a rovinare i rapporti, ad esempio in passato era stressante non sapere dove stava la persona che ami, anche se con il telefonino è tutto diverso e la comunicazione si è semplificata. Un tempo non avevi mai modo di contattare una persona di giorno, dovevi avere un luogo con un telefono fisso da chiamare. All’epoca quando ti davi appuntamento con una persona, se non ti spiegavi bene non ti trovavi. Ora puoi chiamarti e sentirti di continuo. Questo ha aumentato la possessività che rende difficile far condividere la libertà in un rapporto, se non è un rapporto libero non ha bellezza. Un amore va riconfermato giorno dopo giorno, non può essere una prigionia ma deve essere una felicità”.

In cosa si sente cambiato nel corso degli anni? Qual è la grande novità nella narrazione de La ragazza di Roma nord rispetto ai primi romanzi di Federico Moccia come Tre Metri Sopra al Cielo?

“Ogni persona è se stessa ed è amata per quello che è. Io ho delle caratteristiche che colpiscono di più o di meno, dipende dai gusti. Sono cambiato nella diversità dei racconti che ho fatto. Sono state ogni volta delle dinamiche diverse quelle trattate nei miei romanzi, sono delle vicende osservate e raccontate con una scrittura amata per la sua particolarità e la capacità di far entrare subito nel vivo del racconto.  Quello che possiamo dire che in “La ragazza di Roma Nord” è diverso il carattere dei personaggi. Sono più giovani, ma più maturi di un tempo rispetto a quelli di “Tre metri sopra al cielo” che erano molto più immaturi. Simone oggi ha una sua ironia e una intuitività con i suoi amici che prima non c’erano nei protagonisti dei miei romanzi. C’è una ricerca americana che dice che puoi allargare la tua mente fino a 21 anni e quindi lui si diverte perché pensa a questi ultimi 4 mesi di possibilità che ha davanti. È una persona curiosa e ogni giorno cerca un risultato, può permettersi grazie a questa curiosità di giudicare un tradimento e la vita intorno a lui”.

Federico Moccia “Roma è unica, basterebbe poco per un rinascimento”

Federico Moccia
Federico Moccia

Qual è la grande differenza nel “conflitto sociale” tra Roma Sud e Roma Nord? Anche gli Actual l’hanno raccontato divertendo.

“Mi ha divertito molto la cosa degli Actual, prima sul web e nella serie televisiva che hanno fatto su Fox. Ci sono linee che ho cercato di raccontare in questo romanzo mettendo in modo goliardico a risalto il confronto tra due parti della stessa città, con caratteristiche  diverse e contrapposte. Prendo come esempio quelle dell’abbigliamento che un tempo trasmettevano un’ideologia politica con destra e sinistra, ma oggi non esiste più e c’è una globalizzazione anche nel vestire. Per capire quale sia il pensiero politico ora devi chiederlo ad una persona. In Roma nord e Roma sud fa ridere che c’era un vero e proprio decalogo, ad esempio mi ha fatto sorridere che tra le varie cose da fare ci fosse leggere “Tre metri sopra il cielo”. Roma nord è unica, non si può paragonare ad esempio a Milano. Ha una sua fisionomia sociologica e strutturale, dal ponte di Corso Francia fino allo Stadio Olimpico. Ad esempio a Roma Sud dello stesso periodo c’è  il Colosseo quadrato moderno dell’Eur, con uno stesso stile ma in una collocazione così diversa”.

Il suo rapporto con la Roma di oggi. Vede qualche cambiamento positivo?

“Mi auguro che ci sia un rinascimento romano, se pensiamo bene alla storia Roma ha visto la nascita dell’impero con il Colosseo e la bellezza dei monumenti legati all’antichita. Io credo che oggi la cosa più bella di Roma sia unire tanti sapori antichi dei fasti dell’impero, che possedeva il mondo, con la modernizzazione e l’innovazione. Con un po’ più di pulizia e un traffico più snello con vie più strutturate e svincoli più agevoli tornerebbe in vetta alle classifiche per la qualità della vita”.

Federico Moccia “Mi piace Ultimo, Netflix è il nuovo Carosello”

Federico Moccia
Federico Moccia

Da Tre metri sopra al cielo è passato tanto tempo, ma è stato una sorta di fenomeno sociale che poi è continuato con Ho voglia di te. Pensa di aver contribuito a un cambiamento delle nuove generazioni con i suoi romanzi?

“Mi rende molto orgoglioso di aver contribuito a uno sviluppo sociologico, perché nei romanzi ci sono delle linee di pensiero che non hanno la possibilità di essere imposte e quindi il fatto che siano state accettate dai giovani mi ha davvero colpito. Se i giovani amano una mia corrente di pensiero ne sono contento, anche perché ci sono dei codici in tutti i miei romanzi che piaciuti al pubblico che li ha sposati rendendoli una sua linea di pensiero. A prescindere da questo fenomeno dei lucchetti, che è nato come una pensata per non far più imbrattare i muri ed è diventato un fenomeno mondiale meraviglioso. Quando uscì nel 2004 il mio romanzo Roma e le stesse autostrade erano invase di scritte. Ora con il lucchetto si è rivoluzionato tutto. Mi piace perché penso che chi ha letto i miei libri abbia compreso che era rappresentato un momento di una sensazione di quello che è l’amore, quello vero e bello che tutti i ragazzi spero possano scoprire con meraviglia almeno una volta. La cosa più importante è stata la condivisione dei romanzi, con i giovani che ne parlavano, questo è una delle cose che mi rende più fiero”.

Le ha permesso anche di far esplodere ancora di più un’artista come Tiziano Ferro con “Ti Scatterò una foto” nel film “Ho voglia di te”, un altro che sta raccontando tanto Roma è Ultimo. Ti piacerebbe che scrivesse una canzone e la cantasse nel film de “La a Ragazza di Roma Nord”?

“Ultimo mi piace moltissimo, mi piace proprio al sua corrente e la sua linea. Mi piace il suo modo vestire e il monologo che ha fatto allo Stadio Olimpico infatti è citato nel libro. Il suo concerto lo vanno a vedere i due ragazzi e si chiedono se si sono sfiorati in quella serata. Una cosa che mi ha incuriosito è il  non sapere quanto la nostra vita sfiori la vita di qualcun altro, che magari un giorno ne diventerà parte. La Ragazza di Roma Nord è spiritosa, ha ironia e tonalità tipiche di Ultimo,  mi piacerebbe moltissimo che sia lui a fare la colonna sonora di un eventuale film. Sarebbe davvero un grande regalo”.

Netflix ora si è interessato dopo tanti anni ad una serie tv ispirata a Tre Metri Sopra al Cielo. Cosa ha pensato?

“Netflix viene citata ne “La ragazza di Roma nord” ed è una delle voci del decalogo nella quarta di copertina, quindi fa parte dei nostri giorni. Reputo che la comunicazione, come un tempo c’era Carosello, oggi passi a attraverso Netflix e queste piattaforme. Rappresentano una linea unica che permette di avere la condivisione di serie come La Casa di Carta e Lucifer, solo per citarne due che ho visto. Ci sono cose che accumunano la gente che discute delle serie che ha visto su Netflix. Mi piace molto che abbiano scelto ’Tre metri sopra il cielo’ e deciso di riproporlo in un’epoca moderna. La serie è ambientata sull’adriatica con corse di moto e si chiama Summer Time. Vogliono fare un sunto della narrazione in tre atti e lo sviluppo che hanno avuto i protagonisti dei miei romanzi, credo che la completezza di questo arco narrativo li abbia attratti. Comunque Netflix già ha dimostrato di amare questo genere di narrazione perché Baby non è altro che Tre metri sopra  il cielo, ci  sono le stesse atmosfere  in chiave moderna”.

Il nuovo romanzo “La ragazza di Roma Nord” di Federico Moccia vi aspetta in libreria.