Facebook: nel Regno Unito arriva il bando per l’estrema destra

di Daniele Tempera | 18/04/2019

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  • Dalla English Defence League al British National party, arriva la scura di Facebook: "nessuno spazio per l'odio"

  • Così il social network di Zuckerberg corre ai ripari a livello mondiale

  • Yvette Cooper, deputata laburista: "A lungo i social media hanno facilitato il proliferare di contenuti estremisti e fatto affari grazie a questo veleno"

Sono stati classificati come individui e organizzazioni “pericolose” e sono stati messi definitivamente al bando. Dopo le polemiche del passato, lo scandalo Cambridge Analytica e le accuse di fomentare l’Hate Speech, Facebook rompe gli indugi e banna in maniera permanente, nel Regno Unito, varie formazioni di estrema destra. Parliamo di partiti e organizzazioni come il “British National party” (BNP), la “English Defence League” (EDL) o “Britain First” classificate dal social network di Mark Zuckerberg come “portatrici di odio”. Il bando viene esteso inoltre a tutti i contenuti che esprimono “manifesto apprezzamento o supporto” per questi gruppi. Una scure che si è abbattuta anche sui capi delle organizzazioni di estrema destra,  una misura molto simile da quella evocata dai quadri di Casa Pound negli scorsi giorni o da Caio Giulio Cesare Mussolini, tanto per rimanere a casa nostra.

Il comunicato del social network: non c’è spazio per l’odio

E il comunicato del social network non lascia spazio a nessuna forma di ambiguità: “Gli individui e le organizzazioni che diffondono odio, o spingono per l’esclusione di altri su basi etnica, non hanno spazio sulla nostra piattaforma. Ci impegnamo a bannare tutti quelli che sbandierano obiettivi violenti o azioni di odio o sono, in ogni caso, implicati in atti di violenza”. E l’organizzazione suggerisce di essere solo all’inizio, segno che l’odio, e il peso politico che smuove, sta diventando un fardello importante per il social network: “Il nostro impegno contro l’odio va avanti e continueremo a controllare individui, organizzazioni, pagine e gruppi che violano i nostri standard“. Una misura che fa letteralmente infuriare i gruppi estremisti, ma che, come osserva la deputata laburista Yvette Cooper in una nota stampa, appare quasi tardiva.

“A lungo i social media hanno facilitato il proliferare di contenuti estremisti e fatto affari grazie a questo veleno” ha dichiarato l’attivista laburista, aggiungendo “hanno inoltre particolarmente fallito nel non riuscire a frenare gli estremisti di estrema destra, per i quali non si sono utilizzati gli strumenti messi in campo per frenare l’estremismo islamico”. Un’evidenza che il regno Unito ha già pagato con un dramma: l’omicidio, pochi giorni prima del voto sulla Brexit, della deputata laburista “Jo Cox” attivista del “Remain”. A ucciderla fu un giardiniere disoccupato legato a formazioni di estrema destra che sfidò poi la Corte durante il processo appellandosi come “Morte ai traditori, Gran Bretagna libera”. L’ennesima inquietante segno di come l’odio possa valicare i nostri schermi e trasformarsi in una minaccia concreta.