I Facebook Papers stanno per diventare pubblici

Gizmodo e un team ad hoc di giornalisti stanno lavorando affinché tutti possano avere accesso alle rivelazioni di Frances Haugen

23/11/2021 di Redazione

Anche se sei un semplice utente di Facebook, potrebbe esserci la possibilità per te, in futuro, di conoscere tutto a proposito dei Facebook Papers, i documenti portati alla luce dall’ex product manager del social network di Menlo Park, Frances Haugen, che prima ha diffuso questo materiale al Wall Street Journal e poi lo ha consegnato al Congresso. Qui c’è stato modo, per una vasta audience di giornalisti per lo più occidentali, di avere accesso al materiale, pubblicando articoli su diverse tematiche sollevate da questi file che riguardavano la gestione interna della società di Mark Zuckerberg. Una delle testate che ha avuto accesso a questi articoli (i giornalisti coinvolti sono stati circa 300 fino a questo momento) ha rivelato che presto il materiale potrebbe essere accessibile a tutti.

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Facebook Papers, la decisione di Gizmodo e di altre testate

Gizmodo ha spiegato la decisione di rendere pubblici i files che riguardano la situazione interna a Facebook. Per fare questo ha messo in piedi un team di esperti che possano espungere dai documenti tutti i dati sensibili e tutte quelle indicazioni che potrebbero, ad esempio, violare la privacy degli utenti o – ancora – dare adito a diverse altre controversie legali. Il team che supervisionerà a questa operazione è composto da Daniel Kahn Gillmor, Pri Bengani, Michael Zimmer, Damon McCoy, Laura Edelson e Ethan Zuckerman: si tratta di accademici che, in base ai loro rispettivi punti di osservazione, eseguiranno delle rilevazioni prima di rendere pubblici i files. Gizmodo afferma che metterà a disposizione degli esperti non statunitensi ogni qualvolta che i documenti su Facebook saranno incentrati su un aspetto specifico di una delle divisioni locali del social network.

«Al di là dei motivi di privacy – spiega Gizmodo in un articolo -, i documenti richiedono una ulteriore revisione per garantirci di non consegnare a criminali e spie una tabella di marcia per minare i controlli che Facebook ha in atto per difendersi dalla propaganda di chi diffonde bugie, odio e paura. Ciò minerebbe qualsiasi beneficio che il mondo può trarre da questo atto di giustizia degli informatori». Un aspetto molto delicato, dunque, che necessita una grande mole di lavoro. Ma che Gizmodo promette di risolvere comunque in un tempo congruo alla diffusione dei materiali, a partire da quelli che contengono informazioni meno delicate e sensibili.

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