Emergenza Climatica, il trending topic ignorato dalla politica italiana

di Enzo Boldi | 02/05/2019

Emergenza climatica, Possibile ed Europa Verde
  • La Gran Bretagna ha riconosciuto, per la prima volta, lo stato di emergenza climatica

  • In Italia, Europa Verde e Possibile lanciano l'hashtag #emergenzaclimatica che diventa subito trending topic

  • Civati e Brignone sottolineano come la politica italiana sia sorda davanti ai problemi ambientali

Il governo politico dei social, quello che emana leggi e provvedimenti per lanciare hashtag, sta perdendo pezzi e non segue più i trending topic della rete. Ed è così che mentre la Gran Bretagna, per la prima volta nella storia, proclama l’emergenza climatica e in Italia Europa Verde e Possibile rilanciano la discussione su Twitter, Facebook e Instagram, il resto della politica nostrana continua a scansare il problema che, come dimostrano al di là del Canale della Manica, è molto più che imminente. Anzi, si è già in ritardo per rimediare. Ora, però, servirebbe partire in una direzione più ambientalista per cercare, almeno, di limitare i danni per il nostro futuro e quello dei nostri figli.

«L’attenzione verso i cambiamenti climatici sta arrivando anche in Italia –  dichiarano Beatrice Brignone e Giuseppe Civati, rispettivamente la segretaria e il fondatore di Possibile, candidati con Europa Verde alle prossime elezioni Europee del 26 maggio -. Abbiamo lanciato su Twitter l’hashtag #emergenzaclimatica che in poche ore è diventato trending topic. Solo nel dibattito politico degli altri partiti questo tema è assente, perso in mezzo a polemichette di basso cabotaggio legate al governo, che pure suscitano grande interesse nei media tradizionali».

Possibile lancia il trending topic #emergenzaclimatica

La discussione è affrontata da molti cittadini, ma non dalla politica, come dimostrato anche dalle recenti manifestazioni in tutta Italia, con la tanto attesa Greta Thunberg che, con i suoi 16 anni, è riuscita a far aprire la mente a molti suoi coetanei e anche a qualche adulto. Ma non alle alte sfere del potere governativo che sottovaluta il problema dell’emergenza climatica e si perde in un chiacchiericcio polemico che ha il solo obiettivo di maturare più voti possibili. I problemi-non problemi che distraggono gli italiani da questioni che mettono in ballo il nostro futuro.

La Gran Bretagna riconosce lo stato di emergenza climatica

Un futuro da allarme rosso, come ufficializzato anche dalla Gran Bretagna. La Camera dei Comuni, infatti, ha approvato una mozione presentata dall’opposizione laburista che dichiara formalmente lo stato di emergenza climatica. La mozione rappresenta un successo per il leader del Labour, Jeremy Corbyn, che l’aveva personalmente sottoposta all’aula, ma soprattutto dei movimenti ecologisti che l’avevano invocata in una serie di manifestazioni di piazza. «Questo può essere l’inizio di una serie di azioni – ha dichiarato il leader dei Labour -. Prendiamo l’impegno di lavorare con altri Paesi per allontanare la catastrofe climatica e per rendere chiaro a Donald Trump che non può ignorare gli accordi internazionali».

 

(foto di copertina: Neil Glasser)