Il vero dato sul calo della disoccupazione e dei bei numeri per i giovani

di Gianmichele Laino | 31/07/2019

disoccupazione
  • La disoccupazione di giugno 2019 è scesa al 9,7%

  • Si tratta del dato migliore dal gennaio 2012

  • Ma bisogna leggere bene i dati della flessione per capirli

Esultanze a destra e a manca per il calo della disoccupazione ai livelli del 2012. I dati dell’Istat parlano di una percentuale che ormai è arrivata al 9,7%. Appunto, il dato più basso dal gennaio 2012. Ma dobbiamo capire, al di là delle consuete strumentalizzazioni delle statistiche e della matematica, che cosa ha portato al calo della disoccupazione, soprattutto in questo ultimo mese.

Disoccupazione, i dati Istat di giugno 2019

Si capirà, quindi, a un’analisi più profonda, che la situazione non è molto cambiata rispetto alla precedente rilevazione dell’istituto nazionale di statistica. L’elemento che ha fatto scendere la disoccupazione al 9,7% è la diminuzione del numero dei disoccupati di circa 29mila unità soprattutto nell’ultimo mese. Ma a cosa è dovuto questo calo così importante?

Lo spiega su Twitter Mario Seminerio economista e divulgatore. Leggendo il report dell’Istat sulla disoccupazione relativamente al mese di giugno, si percepisce una variazione dell’occupazione di -6.000 posti, frutto di +52 mila dipendenti (di cui 43 mila a tempo indeterminato) e -58 mila autonomi.

Disoccupazione, è davvero in calo per giugno 2019?

Come si può evidenziare, non c’è effettivamente la creazione di nuovi posti di lavoro che fa calare il dato complessivo sulla disoccupazione. La flessione è semplicemente rivelata sulla diminuzione del numero di disoccupati, appunto i 29mila di cui abbiamo parlato in precedenza. Il calo di disoccupati di giugno (-29 mila) è fatto quasi interamente dalla coorte anagrafica 15-24 anni (-28 mila) e questo stesso numero – 28mila unità – va a rimpolpare le fila degli inoccupati. Dunque, non c’è un movimento nel settore del lavoro e non ci sarebbe molto da festeggiare. Non c’è un peggioramento, questo è vero, ma la situazione è praticamente statica rispetto alle rilevazioni precedenti.

FOTO:  ANSA / STRINGER