Dibba si schiera: «Meno male che c’è Putin»

di Gaia Mellone | 25/01/2019

  • Alessandro Di Battista ha pubblicato su Facebook un lungo post dal titolo «Meno male che c'è Putin»

  • Nell'analisi del Pentastellato, viene tracciato un parallelismo tra la crisi Libica del 2011 e quella odierna del Venezuela

  • Secondo Dibba, Putin al momento starebbe preservando la pace nel mondo

Meno male che Putin c’è. Non è una rivisitazione della famosa canzone dedicata a Silvio Berlusconi ma l’ultimo endorsement di Alessandro Di Battista. L’episodio che ha fatto accendere la scintilla di rispetto del pentastellato nei confronti del presidente russo è stata la crisi venezuelana.

Dibba ProPutin: «Senza di lui ci sarebbe stato già l’intervento USA»

«Comunque la pensiate su Putin dovreste riconoscere che per la pace a livello mondiale una Russia forte politicamente è fondamentale». Inizia così il post su Facebook di Alessandro Di Battista in cui fa un’analisi della situazione internazionale attuale e dei suoi delicati equilibri. In particolare, il riferimento è alla presa di posizione pro-Maduro assunta da Vladimir Putin. «Senza Putin già ci sarebbe stato un intervento armato USA (che non escludo purtroppo ancora del tutto). Qua non si tratta di stare o non stare con Maduro. Io non l’ho mai difeso come non ho mai difeso Gheddafi (e ovviamente non li sto paragonando). Qua si tratta di evitare che il Venezuela già martoriato dalle violenze possa diventare una Libia sudamericana.». 

Dibba ProPutin, dal Venezuela alla Libia fino al Franco Coloniale

La Libia, sebbene Dibba non voglia assolutamente tracciare similitudini tra Gheddafi e Maduro, deve esserci di lezione per affrontare la crisi venezuelana. «Guardate la Libia oggi. Nessuno sostiene che fosse un paradiso sotto Gheddafi ma non era l’inferno che è adesso, un inferno creato ad hoc dai francesi con quell’intervento armato scellerato avallato purtroppo da collaborazionisti degli interessi di Parigi come Napolitano o da codardi come Berlusconi». Il risultato è stata una «guerra infame» in cui ci hanno rimesso Italia, Eni, sicurezza nazionale e soprattutto «la popolazione libica non scordiamolo».

Poi, il ritorno all’attualità, compreso il franco coloniale di cui tanto sta parlando in questi giorni il Movimento 5 Stelle. «Gheddafi stava pensando di proporre a diversi paesi africani l’utilizzo di una nuova moneta agganciata al dinar libico – continua Alessandro nel suo post – In pratica stava portando avanti un progetto che avrebbe messo in pericolo il Franco delle Colonie, la moneta che si stampa ancora oggi a Lione e che viene utilizzata da 14 paesi dell’Africa nera». «Pensate che Maduro (che ha commesso svariati errori politici) lo si voglia buttare giù per altro rispetto alla questione petrolifera? Siamo seri per cortesia. Questo può provare a farlo credere soltanto Saviano...» attacca in conclusione. E poi l’appello, anche a Emmanuel Macron: «L’Italia ha il dovere di scongiurare qualsiasi ipotesi di intervento armato in Venezuela. Sarebbe una tragedia ancor peggiore per la popolazione. Questo Putin l’ha capito, Macron evidentemente no!»

Ciò che forse Alessandro Di Battista non ricorda, è che la Russia ha sicuramente remato contro i bombardamenti in Libia, ma per lo più lo ha fatto per proteggere i suoi interessi, legati al petrolio e alla stabilità del Caucaso, non di certo in nome della democrazia.

 

(Credits immagine di copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MEO)