Vittorio Sgarbi definisce «una barbarie di stile hitleriano» la rimozione della scritta CasaPound

di Enzo Boldi | 07/08/2019

CasaPound
  • Ieri è stata rimossa la scritta CasaPound dallo stabile occupato al centro di Roma

  • Vittorio Sgarbi ha attaccato Virginia Raggi per quel provvedimento

  • «Per riportare 'legalità' a Roma pratica l'iconoclastia, in puro stile hitleriano»

L’identità è un conto, l’ideologia di stampo fascista (mai negata dallo stesso movimento di estrema destra) è una cosa ben diversa. Ma secondo Vittorio Sgarbi, Virginia Raggi ha commesso un errore – per usare un eufemismo, dato che le sue parola sono state molto più pesanti – rimuovendo la scritta CasaPound dallo stabile occupato al civico 8 di via Napoleone III a Roma. E per criticare la mossa della prima cittadina della capitale, non usa mezzi termini con tanto di paragoni con Hitler.

«È un atto di pura barbarie quello perpetrato dalla depensante Virginia Raggi – scrive Vittorio Sgarbi sui social attraverso una nota pubblicata dal suo ufficio stampa – che, per riportare ‘legalità’ a Roma pratica l’iconoclastia, in puro stile hitleriano, cancellando, come minacciava la Boldrini, non il nome del Duce, ma il nome di un grande poeta, Pound, che ha pagato per le sue idee, e che rappresenta un pensiero, un’identità, oggi scevre di ogni significato politico, al cui confronto il pensiero di Grillo, della sindaca di Roma e dell’immondizia dei 5 stelle, è come la merda rispetto all’oro».

Sgarbi insulta Virginia Raggi su CasaPound

Iconoclastia in stile hitleriano, secondo Vittorio Sgarbi. Ma il critico d’arte, parlamentare eletto con Forza Italia (prima di lasciare il partito di Berlusconi) e sindaco di Sutri non fa alcun accenno agli ideali politici – anche se da poco CasaPound si è ‘ritirata’ definendosi movimento culturale – che hanno da sempre connotato le cosiddette ‘Tartarughe’. Un omissis che prosegue anche con un nuovo invito allo stesso movimento che incarna gli ideali di estrema destra, al netto di quanto diceva e scriveva Ezra Pound nel Secolo Scorso.

Rimettere quella scritta per la libertà di pensiero

«Di più, esorto gli amici di CasaPound a rimontare, in nome della libertà di pensiero che la Costituzione garantisce, l’innocua scritta che esalta un poeta, anche solo con un adesivo nero, sulla traccia dello scritta abrasa da questi pornografi della politica – conclude Vittorio Sgarbi -. Che siano maldetti. Perché il nome della Raggi sparisca non ci sarà bisogno di cancellarlo». Invece di criticare CasaPound per la strumentalizzazione politica del pensiero di Ezra Pound (almeno seguendo passo per passo il discorso del critico d’arte), se la prende con chi si è esposto (forse anche troppo tardi) contro chi esalta il fascismo e ne ha fatto un’esaltazione politica, più che ideologica.

(foto di copertina: ANSA/ UFFICIO STAMPA VIRGINIA RAGGI + ANSA/CLAUDIO ONORATI)