Carola Rackete ha querelato Matteo Salvini per «diffamazione e istigazione a delinquere»

di Enzo Boldi | 10/07/2019

Carola querela Salvini
  • Open ha pubblicato alcuni estratti della denuncia presentata alla Procura di Roma

  • Carola querela Salvini per «diffamazione e istigazione a delinquere»

  • Nel mirino le parole del ministro dell'Interno che hanno fagocitato l'odio sui social

Era stato annunciato nei giorni scorsi e ora la denuncia è pronta per essere depositata negli uffici della Procura di Roma. La comandante di Sea Watch Carola querela Salvini per «diffamazione e istigazione a delinquere». Le 14 pagine del testo da consegnare alla magistratura capitolina sono state pubblicate in anteprima da Open, il quotidiano online di Enrico Mentana. Nel mirino ci sono le parole e gli insulti pronunciati in diretta Facebook e ribaditi attraverso i canali social del leader della Lega.

La prima parte della denuncia riguarda la diffamazione, con Carola Rackete – coadiuvata dal suo legale Alessandro Gamberini – che ha querelato Matteo Salvini per averla apostrofata in più occasioni come una «ricca comunista delinquente tedesca, mercenaria, delinquente rimasta in libertà e fuorilegge». Il tutto prima di un eventuale processo o decisioni in merito da parte del Gip che, qualche giorno dopo, firmò l’ordinanza che non confermò la misura cautelare ai domiciliari nei confronti della comandante della Sea Watch 3.

Carola querela Salvini, il testo della denuncia

Carola querela Salvini anche per tutto quanto accaduto grazie ai suoi messaggi condivisi con la fan-base leghista. Per questo motivo il secondo reato di cui viene accusato il ministro dell’Interno dalla comandante di Sea Watch 3 è quello di «istigazione a delinquere». Nelle 14 pagine della querela sono allegati anche buona parte dei commenti denigratori ricevuti nelle ore precedenti e successivi al suo sbarco a Lampedusa. E di tutto ciò viene accusato il leader della Lega: «Nelle parole di Matteo Salvini risultano veicolati sentimenti viscerali di odio, denigrazione, delegittimazione e persino di vera e propria de-umanizzazione – riporta Open -. Le frasi diffamatorie, in questo senso, sono strumento di un messaggio di odio concretamente idoneo a provocare da un lato la commissione di nuovi delitti di diffamazione ai miei danni e dall’altro di espormi tal pericolo di aggressioni all’incolumità fisica».

La denuncia: «Diffamazione e istigazione a delinquere»

La valanga di insulti ricevuti nelle ultime settimane, dunque, hanno spinto Carola Rackete e il suo legale a scrivere e presentare questa denuncia nei confronti di Matteo Salvini. Il linguaggio utilizzato dal leader della Lega – ricordiamo che ricopre anche il ruolo di ministro della Repubblica – ha scatenato orde di minacce e commenti violenti contro la comandante di Sea Watch 3.