Caccia ai killer del cane Giovannina, il web si mobilita

di Gaia Mellone | 16/01/2019

  • Giovannina viveva in un buco del muro della casa dove aveva vissuto con la sua padrona, deceduta

  • Il cane era stato adottato da tutto il paese che si prendeva cura di lei

  • La notte di capodanno, delle persone a bordo di una vettura senza targa le hanno sparato

Giovannina aveva 15 anni, ed era diventata la mascotte di San Martino Valle Caudina, in provincia di Benevento. La cagnolina era stata adottata dal quartiere dove viveva la sua padrona deceduta: pur di non allontanarsi dalla sua casa, aveva cominciato a vivere in un buco del muro. Ma la sua non era una storia triste: il paese intero la amava e la accudiva, e lei in cambio faceva le feste e scodinzolava a quei cittadini che l’avevano adottata.

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Eppure, la sera di Capodanno, qualcuno ha deciso di porre fine alla sua storia. Delle persone a bordo di una vettura senza targa hanno pensato che un buon modo per cominciare l’anno nuovo fosse quello di sparare alla povera Giovannina, lasciata per sei ore agonizzante prima di morire.

Il primo appello era stato lanciato dall’associazione Mabello Protezione Animali Onlus, che tramite la piattaforma Facebook aveva scritto un messaggio solidale: «Ci stringiamo nel dolore di quanti l’hanno amata, e sperando nella giustizia e in un processo per omicidio, si costituirà parte civile, ci auguriamo che il Sindaco e tutta l’amministrazione SanMartinese facciano altrettanto, Giovannina essendo un’anima vagante apparteneva come dice la legge, al Sindaco oltre che a tutti noi. Confidiamo nel buon senso e nella giustizia». 

Oggi, il web continua a chiedere giustizia, tramite la piattaforma di Change.org. La petizione lanciata da Luisa Fenoglio ha raccolto, al momento in cui scriviamo, più di 35 mila firme. «Vi chiedo di firmare questa petizione perché giustizia sia fatta, perché queste persone sono pericolose per la comunità e non devono rimanere impunite» scrive nel testo pubblicato. L’appello si rivolge al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Sergio Costa e al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca«Firmiamola perché noi non abbiamo paura di ritorsioni, perché dobbiamo dare una mano a chi vive nell’omertà e non può farlo».

 

(Credits immagine di copertina: la petizione di Change.org)