Redazione Giornalettismo
Nel primo di una serie di monografici su internet e la guerra in Ucraina, abbiamo analizzato come il web possa essere stato utilizzato come arma sul campo
Il progetto è partito diverso tempo fa (la prima traccia nel PON risale al 2018, ma l’iter di realizzazione è stato molto lungo): da qualche settimana, viene presentato in diverse realtà del territorio italiano
Denunce, arresti e operazioni per sgominare un vero e proprio traffico (in alcuni casi dietro compenso) di materiale sessualmente esplicito con vittime bambini e adolescenti
Aderendo al Code of Practice on Disinformation UE, TikTok ha reso pubblici i dati di una rete di disinformazione russa a danno degli europei
Conosciamo – e i media hanno molto insistito – la disinformazione filorussa. Tuttavia, essendo uno strumento bellico, a volte la falsa informazione è arrivata anche dal terreno ucraino
Eppure, i principali mass-media – pur di non rispettare i criteri della notiziabilità – hanno scelto il silenzio sull’iniziativa della Staffetta dell’Umanità
La moltiplicazione degli attacchi hacker non è connesso esclusivamente a un aumento generalizzato del cyber-crime, ma è evidente la correlazione con l’utilizzo di questo strumento come arma di guerra
Giornalettismo non si è fermato alle polemiche (legittime) degli ultimi giorni e ha deciso di approfondire la questione dal punto di vista tecnico. Partendo dai problemi del sito del Ministero del Turismo