Cagnano Varano, giornalista minacciato dalla mafia Borrometi: «Non possono esserci zone franche»

di Redazione | 13/04/2019

Paolo Borrometi

Era a Foggia, per la presentazione del suo libro, il giornalista minacciato dalla mafia Paolo Borrometi. Da quando vive sotto scorta, Borrometi ha un contatto diretto con le forze dell’ordine. Il cronista è rimasto sconvolto per quanto accaduto a Cagnano Varano, a pochi chilometri dal luogo dove avrebbe dovuto presentare il suo libro dal titolo Un morto ogni tanto. La sua testimonianza per descrivere lo stato d’animo del luogo in merito a quanto accaduto la mattina del 13 aprile in provincia di Foggia è arrivata tra le prime.

LEGGI ANCHE > Morto il carabiniere colpito in piazza a Cagnano Varano, Salvini: «Preghiera per Vincenzo»

Cagnano Varano, il commento del giornalista Paolo Borrometi

«Sono sconvolto – ha detto Borrometi -. A Foggia per presentare il mio libro mi hanno appena informato che, in un conflitto a fuoco, hanno sparato ed ucciso un Carabiniere.
Il fatto di sangue è avvenuto a Cagnano Varano, nel foggiano, mentre erano in servizio i due militari». Borrometi è sotto scorta dall’agosto del 2014: risulta essere un personaggio scomodo a Cosa Nostra in seguito a diverse sue inchieste che hanno portato, tra le altre cose, allo scioglimento per inflitrazioni mafiose del comune di Scicli, nel Ragusano.

Vista la sua posizione, Borrometi ha avvertito con particolare urgenza l’esigenza di commentare il fatto di cronaca di Cagnano Varano: «Il Maresciallo ha perso la vita, l’altro carabiniere è molto grave – ha continuato nel suo post -. Non ci possono essere zone franche dello Stato. Vivo con i Carabinieri ogni giorno, sono veramente sconvolto.  Alla Famiglia ed a tutti i militari dell’arma la mia solidarietà».

[FOTO dall’account Facebook di Paolo Borrometi]