Alessandro Di Battista dalla parte di Assange: «Il governo deve sostenerlo, o sarà come uno scendiletto degli Usa»

di Gaia Mellone | 11/04/2019

Alessandro Di Battista dalla parte di Assange: «Il governo deve sostenerlo, o sarà come uno scendiletto degli Usa»
  • Julian Assange è stato arrestato dopo la revoca di asilo dell'Ecuador

  • Il fondatore di Wikileaks era nell'ambasciata ecuadoriana a Londra dal 2012

  • Alessandro Di Battista su Facebook: «Il governo ha il dovere di sostenere Assange, o diventerà scendiletto degli Usa»

«Il governo italiano ha il dovere» di sostenere Assange, altrimenti si mostrerà come uno «scendiletto degli americani». A lanciare l’appello a favore del fondatore di Wikileaks arrestato questa mattina a Londra è Alessandro Di Battista, che posta una foto insieme ad Assange. E coglie l’occasione per scagliarsi, ancora, contro i giornalisti corrotti.

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Alessandro Di Battista: «Non sono giornalisti ma sicari dell’informazione»

Secondo Alessandro di Battista, Julian Assange è il paladino della libertà di informazione e, in quanto tale, non può essere ceduto agli Stati Uniti senza che nessuno faccia nulla. «C’è chi fa finta di difendere la libertà di stampa ma in realtà difende soltanto editori senza scrupoli e osceni finanziamenti pubblici. Costoro non sono Giornalisti ma “sicari” della libertà di informazione» scrive Alessandro Di Battista in un post su Facebook a didascalia di una foto che lo ritrae assieme al fondatore di Wikileaks. Dibba continua ad attaccare i finti giornalisti che «si stracciano le vesti se li accusi di prostituzione intellettuale, organizzano ipocrite manifestazioni a difesa della libertà di espressione quando l’unica cosa che gli interessa è la libertà di mentire. Non sono Giornalisti ma esponenti politici che neppure hanno la decenza di presentarsi alle elezioni».

«Se il governo italiano non interviene sarà come uno scendiletto degli americani»

Ma chi sarebbero questi giornalisti corrotti? Dibba anticipa la domanda. «Volete sapere chi sono? Volete i loro nomi e cognomi? Sono tutti coloro che non difenderanno un patriota dell’umanità come Assange» scrive. L’ex deputato si appella quindi al governo, e quindi al Movimento 5 stelle di cui ancora fa parte con il cuore, come aveva detto nel suo ultimo video. «Il governo italiano ha il dovere di mettere in campo ogni iniziativa possibile a sostegno di Assange, della sua libertà e della libertà di WikiLeaks, un’organizzazione alla quale, tutti quanti, dobbiamo moltissimo». Un appello che per ora è caduto nel vuoto: l’Italia infatti non ha preso una posizione, e questo, secondo Di Battista, sarebbe già di per sé significativo. «Se lo farà bene, altrimenti – conclude nel post – non ci sarà alcuna differenza con gli scendiletto degli americani che ci hanno governato negli ultimi trent’anni». 

(credits immagine di copertina: Facebook Alessandro Di Battista)

C'è chi fa finta di difendere la libertà di stampa ma in realtà difende soltanto editori senza scrupoli e osceni…

Gepostet von Alessandro Di Battista am Donnerstag, 11. April 2019