Salvini usa una foto fake per parlare dei «famosi 20 che stavano affondando» e salvati dalla Libia

di Enzo Boldi | 11/04/2019

Matteo Salvini foto Fake migranti

Diciamo che la sensibilità – checché lui ne dica – non è il suo forte e le parole utilizzare per annunciare al suo pubblico social il soccorso della Guardia Costiera libica a quel barcone in avaria nella lingua di mare tra Libia e Tunisia ne sono la conferma. Oltre a parlare dei «famosi 20 che ‘stavano affondando’», con un tono ironico e sarcastico, dimenticando (o forse no) che da quella imbarcazione sembrerebbero sparite otto persone disperse nel Mediterraneo, la foto scelta per celebrare il lavoro dei libici è falsa. O meglio, non riguarda questo salvataggio, ma uno fatto lo scorso agosto da una Ong. Sì, Matteo Salvini usa la foto di una delle tante Organizzazioni non Governative che lui contesta.

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Come controllato e scritto da David Puente su Open, l’immagine utilizzata da Matteo Salvini non ha nulla a che fare con la notizia (quella è vera) dell’intervento della Guardia Costiera libica in soccorso del barcone con a bordo 20 persone alla deriva. La foto diffusa dal leader della Lega – o da chi gestisce i suoi canali social – risale a un salvataggio nel Mediterraneo del 10 agosto del 2018, quando la nave Aquarius delle Ong MSF e SOS Mediterranee, come spiegato anche dal giornalista e inviato di Radio Radicale Sergio Scandura su Twitter.

 

Matteo Salvini usa foto fake per esaltare la Guardia Costiera libica

La contestazione nei confronti di Matteo Salvini è più che legittima e gioca sulla storia di questa imbarcazione alla deriva tra Libia e Tunisia. I migranti a bordo, infatti, avevano lanciato diversi Sos attraverso il numero di emergenza dedicato Alarm Phone, spiegando di essere in difficoltà, di aver provato a contattare la Guardia Costiera libica senza ottenere risposta, così come da quella tunisina. Silenzio anche da Roma e La Valletta. Avevano detto che se fossero stati riportati in Libia sarebbero stati uccisi (e le cronache degli ultimi giorni non dipingono, certamente, Tripoli come un porto sicuro). Ma quella foto, con le persone in festa a braccia verso il cielo sembrano indicare felicità.

Il dileggio di «Quei famosi 20 che ‘stavano affondando »

Insomma, errore o meno – aveva fatto un qualcosa di simile già la scorsa settimana, condividendo un articolo del Secolo d’Italia che aveva utilizzato la foto del rimpatrio di alcuni migranti dal Guatemala spacciandola per quella relativa al rimpatrio di 13 criminali romeni rispediti in patria, come svelato dal portale bufale.net -, Matteo Salvini ha giocato un’altra volta con i suoi sostenitori. Ma oltre all’immagine sbagliata, il problema sono le parole che utilizza per dileggiare le vittime. E su questo qualcuno dovrebbe intervenire.

(ANSA/RICCARDO ANTIMIANI + Post Facebook Matteo Salvini + Tweet SoS Mediterranee ITA)