Il debito pubblico supera ogni record: aumenta di 6 miliardi ogni mese

di Gaia Mellone | 26/03/2019

  • Tra due settimane ci sarà il varo definitivo del Documento di Economia e Finanza

  • A pesare sul voto la salita esponenziale del debito pubblico

  • Giovanni Tria schiacciato tra le richieste dei vicepremier

Un debito pubblico così alto non sei era mai visto: secondo i dati di Unimpresa sarebbe aumentati di 71 miliardi, con un ritmo di 6 miliardi al mese e un incremento del 3,1 per cento. Questi i dati che partono da gennaio 2018, e che coinvolgono quindi i governi Gentiloni e Conte. Ma a farne le spese è l’esecutivo attuale, che ormai rischia di restare schiacciato al varo del Def.

LEGGI ANCHE > Salvini litiga con Tria per il decreto sulle Banche e i rimborsi ai truffati

Il debito pubblico supera ogni record: aumenta di 6 miliardi ogni mese

Se dall’inizio del 2018 il debito pubblico è aumentato di 6 miliardi al mese, nei dodici mesi precedenti era cresciuto della metà con un aumento annuo di 35 miliardi e un incremento dell’1,5 percento. Sono numeri che spaventano: è come se ogni italiano fosse indebitato per 38mila euro calcola Repubblica. Numeri rilasciati a poco settimane dal voto del Documento di economia e finanza, che verranno preceduti il 3 aprile dai consuntivi dell’Istat. Giovanni tra si trova tra martello e incudine, attaccato da Luigi Di Maio e da Matteo Salvini che gli fanno pressione per trovare risorse da destinare a flat tax e decreto banche, i due assi del governo per il rilancio dell’economia. Nel frattempo ha addosso anche gli occhi di tutta l’Europa, che guarda all’Italia con attenzione e preoccupazione. Lo spread ha ricominciato a crescere e David Lipton del Fondo Monetario Internazionale ha riscontrato «evidenti vulnerabilità» del nostro Paese, ipotizzando una contrazione della nostra economia nel primo trimestre del nuovo anno.

Sale anche la spesa degli interessi

Ad aggiungere sale sulla ferita anche il mancato raggiungimento del promo obbiettivo, quello che vede il consuntivo 2018 a mezzo punto in più sul rapporto debito-Pil nonostante l’aggiornamento in extremis del Def voluto da Bruxelles. E sembra che anche per il 2019 la quota prevista dall’esecutivo verrà mancata. Se il Oil ha registrato delle contrazioni è dovuto anche alle discussioni intraprese dall’Italia con gli altri paesi dell’Unione Europea, che hanno spaventato operatori economici e messo in allarme i creditori. Ma c’è anche un secondo fattore: come ricostruisce Repubblica, il Def del governo precedente prevedeva una spesa di interessi pari a 62,5 miliardi, ma dopo 8 mesi dall’arrivo di Tria la spesa degli interessi è già salita a a 64,9 miliardi.

(credits immagine di copertina :ANSA/MASSIMO PERCOSSI)