La gaffe di Claudio Borghi che dice che la Spagna è un Paese fondatore dell’UE | VIDEO

di Gianmichele Laino | 14/03/2019

Claudio Borghi
  • Claudio Borghi è stato ospite a Otto e Mezzo

  • Ha affermato che la Spagna è tra i Paesi fondatori dell'Unione Europea

  • Lilli Gruber lo blasta: "Lei deve studiare"

Claudio Borghi è stato ospite della trasmissione di Lilli Gruber Otto e Mezzo. Il presidente della Commissione Bilancio della Camera è presenza fissa negli studi di La7. Economista della Lega, è noto per aver espresso in passato delle posizioni anti-euro e a favore dell’uscita dell’Italia dall’Unione Europea. Unione Europea che, tuttavia, dimostra di non conoscere alla perfezione, almeno per quanto riguarda la storia della sua costituzione.

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Claudio Borghi non sa che la Spagna non è tra i fondatori dell’UE

Claudio Borghi, infatti, nell’ambito del dibattito con Lilli Gruber ha affrontato il tema delicato dei fondi dell’Unione Europea, della loro erogazione e della loro percezione da parte dei singoli Stati membri. Il mantra ripetuto davanti alle telecamere di Otto e Mezzo è più o meno quello solito della propaganda anti-Bruxelles: Paesi come l’Italia mettono i soldi e qualche altro Stato membro ne approfitta.

A quel punto, Lilli Gruber ha evidenziato come l’Italia abbia degli oneri al pari degli altri Paesi fondatori dell’Ue, proprio in virtù di questo ruolo di grande responsabilità nel processo di costituzione dell’Europa unita. È a questo punto che Borghi fa partire la gaffe: «Anche altri Paesi lo sono, ma sono anche percettori di fondi UE. Anche la Spagna, ad esempio, è tra i fondatori dell’Unione Europea ed è sempre stata un grande percettore di fondi UE».

La risposta di Gruber a Claudio Borghi: «Lei deve studiare»

Interviene subito la Gruber, che smorza la polemica. «La Spagna non è un Paese fondatore – ha detto la conduttrice di Otto e mezzo con piglio severo -. Lei, Borghi, deve studiare». Respinto con perdite, insomma. Quanto dice Lilli Gruber è assolutamente corretto. Sono sei i Paesi che possono essere considerati fondatori dell’Unione Europea: Germania, Francia, Italia, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo. Sono proprio questi sei Stati ad avviare il processo dell’unione prima economica, poi anche politica e monetaria dell’Unione Europea, facendo partire un percorso che ha origine nel lontano 1951.

La Spagna, così come altre nazioni, si aggiungerà in corsa. Il regime franchista, infatti, le impedirà di aderire al progetto d’Europa unita almeno fino al 1986, data del suo ingresso nella grande famiglia della comunità europea, diventata successivamente UE. Claudio Borghi, rispondendo alla nostra notizia, ci ha fatto sapere che lui faceva riferimento ai firmatari del trattato di Maastricht, l’atto fondativo dell’Unione e non ai sei Paesi della Cee da cui poi è nata la Ue.

FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI