Distorsione del decreto Salvini: + 28% delle protezioni umanitarie nell’ultimo mese

di Gianmichele Laino | 13/03/2019

Protezione umanitaria

La protezione umanitaria ha avuto un nuovo colpo di coda. Dopo il tentativo di abolirla da parte del decreto sicurezza di Matteo Salvini, poi trasformato in legge, la Cassazione – attraverso una sua sentenza – ha dichiarato che ciò non sarebbe stato possibile in maniera retroattiva. Insomma, tutte le persone che avevano richiesto il diritto d’asilo prima del 5 ottobre (data di entrata in vigore del decreto) possono ottenere la protezione umanitaria.

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Protezione umanitaria, è boom di concessioni. Nonostante il decreto sicurezza

Il dato dell’ultimo mese – dopo la sentenza della Cassazione dello scorso 19 febbraio – è stato emblematico. Su 6000 richieste d’asilo, le commissioni territoriali hanno attribuito la protezione umanitaria a ben 1821 persone. Il 28% in più rispetto alla media dell’ultimo periodo. Sono i dati che sono stati raccolti direttamente dal Viminale. Da quello stesso ministero dell’Interno che si era lanciato in una sorta di crociata per eliminarla.

Pertanto, le commissioni hanno preferito utilizzare ancora una volta questo strumento della protezione umanitaria, salvando così il sistema dell’accoglienza in Italia ancora per un certo periodo di tempo. Fino a quando si applicherà la non retroattività della norma, come previsto dalla Cassazione, si impedirà ai migranti – che erano diventati regolari in seguito alla loro richiesta d’asilo – di tornare nelle strade e di diventare clandestini.

Il valore della protezione umanitaria e l’incapacità di Salvini secondo Possibile

Il dato è stato salutato con soddisfazione dalle associazioni che si occupano di accoglienza e da alcuni partiti che hanno fatto della tutela dei diritti dei migranti un loro valore fondamentale: «I numeri e le percentuali diffusi dallo stesso Viminale – ha detto Andrea Maestri di Possibile – certificano l’incapacità di Salvini che voleva fare il cattivo e si ritrova con un aumento dal 25% (prima del suo decreto) al 28% (dopo il suo decreto) di domande di protezione umanitaria accolte. Un dato che certifica l’importanza di quell’istituto giuridico e squalifica clamorosamente il ministro della paura».

Secondo Possibile, infatti, in seguito alla sentenza della Cassazione, si certifica l’assoluta incapacità da parte del decreto Salvini di far fronte all’emergenza immigrazione.