Il poliziotto che è andato porta a porta a smentire la fake news sui migranti stupratori diffusa su Facebook

di Gianmichele Laino | 13/02/2019

poliziotto smentisce fake news
  • Andreas Guske è un poliziotto di Traunstein in Baviera

  • Ha deciso di fermare una fastidiosa fake news sui migranti diffusa su Facebook

  • Per questo, è andato porta a porta a informare gli utenti del social sulla realtà dei fatti

«Buongiorno, sono il poliziotto Andreas Guske. Vorrei informarvi che quella che avete diffuso su Facebook è una fake news». Dev’essere andata proprio così a Traunstein, parte sud della Germania, dove si sta diffondendo a macchia d’olio il sospetto nei confronti dei migranti. Un poliziotto ha deciso di smentire una falsa informazione che si era diffusa sui social network presentandosi direttamente davanti alle case dei divulgatori di bufale, per informarli del loro errore.

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Poliziotto smentisce fake news sui migranti andando porta a porta

La storia è stata raccontata dal New York Times ed è avvenuta nei giorni scorsi. Tutto è partito da un episodio di cronaca: un giovane ragazzo afghano era stato fermato per aver tentato di toccare in maniera molesta una 17enne della zona. Tuttavia, da questo fatto documentato attraverso un’operazione di polizia, sui social network si era diffusa la voce che un gruppo di migranti aveva stuprato una ragazzina di 11 anni. Le falsità sono palesi: non si trattava più di un caso isolato, ma di un’azione condotta da più persone. Un tentativo di molestia si è trasformato in uno stupro di gruppo. La vittima 17enne era diventata una vittima 11enne.

L’equivoco e la soluzione trovata da Andreas Guske

Il tutto a causa del tam tam su Facebook, impossibile da arrestare anche per i moderatori del colosso di Mark Zuckerberg. Le forze dell’ordine guidate da Andreas Guske hanno pensato in un primo momento di diffondere un comunicato stampa per smentire quella notizia. Successivamente, una volta constatata l’impossibilità di fermare quel pettegolezzo attraverso questa modalità, si sono presentati davanti alle case delle persone che su Facebook avevano contribuito a diffondere la fake news.

Tra tutte le persone coinvolte nell’operazione, soltanto una si è rifiutata di rimuovere il contenuto fake dalla propria bacheca. Insomma, l’obiettivo può considerarsi raggiunto. Che sia soltanto la cara e vecchia comunicazione orale l’unico vero argine alle fake news diffuse in rete? In molti hanno condiviso attestati di stima nei confronti dell’agente Guske: Karolin Schwarz, che conduce una serie di indagini da Berlino sulle fake news diffuse sui social network, ha definito l’operazione della polizia di Traunstein come la «più efficace mai vista» e contestualmente ha affermato: «Le forze dell’ordine dovrebbero farlo più spesso: è l’unico modo per poter fermare delle notizie che, se condivise da migliaia di persone, diventano inarrestabili».

[FOTO di repertorio di Traunstein – Christoph Reichwein/dpa]

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