La battaglia nascosta tra colossi, Apple ‘blocca’ i dipendenti di Facebook

di Redazione | 01/02/2019

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  • Mercoledì scorso Apple ha 'bloccato' app interne dei dipendenti Facebook per una violazione delle proprie regole

  • Il social network aveva distribuito un'applicazione di ricerca per tracciare i dati degli utenti

  • La mossa di Cupertino ha causato una perdità di produttività per i rivali. Tutto è tornato alla normalità nella giornata di giovedì

Ci sono le battagliee dichiarate e quelle che si combattono sottotraccia, in silenzio. Una di queste la stanno affrontando i colossi del web Apple e Facebook, con l’azienda di Cupertino che ha ‘bloccato‘ la distribuzione di versioni interne delle app a migliaia di dipendenti. A raccontarlo è il New York Times con un articolo (a firma Mike Isaac) che ricostruisce le fasi di un aspro braccio di ferro nel mondo dell’information technology.

Il braccio di ferro tra Apple e Facebook, con Cupertino che ‘blocca’ i rivali

Quando si sono svegliati mercoledì mattina, molti dipendenti di Facebook hanno scoperto che non la loro app non erano in grado di utilizzare funzioni piuttosto semplici: non funzionavano i loro calendari aziendali, e non potevano consultare gli orari delle navette e i menu delle mense. Questo perché Apple aveva stoppato le app interne, con funzionalità personalizzate, eseguite su iPhone. I programmatori al lavoro sulle varie app di Facebook, comprese Instagram e Whatsapp, non avevano la possibilità di accedere alle versioni di prova installate sui loro dispositivi perché Apple aveva revocato il certificato sviluppatori che viene fornito in ambito enterprise

Il duello sulla privacy

Tutto sarebbe nato da una disputa per una violazione da parte di Facebook di regole sulla privacy imposte dall’azienda rivale. L’azienda di Mark Zuckerberg avrebbe utilizzato un’app di ricerca, Facebook Research, per curiosare sull’attività online degli iscritti. Tramite Research, Facebook (che era pronto anche a pagare gli iscritti disponibili a ‘vendere’ la propria privacy) aveva accesso ai dati in entrata e in uscita dal telefono. Non appena Apple si è accorta della trasgressione delle sue direttive, ha revocato l’accesso speciale di Facebook alle app e agli aggiornamenti che girano sui suoi software e sui suoi dispositivi, gli iPhone appunto.

La mossa di Cupertino ha immediatamente isolato 35mila dipendenti di Facebook per quanto concerne l’utilizzo delle sue app per iPhone interne: un problema diventato più serio quando hanno smesso di funzionare anche le app Workplace e Messenger, estremamente importanti per le comunicazioni. In questo modo è stato creato un grande disagio per i dipendenti ed è stata provocata per ore una perdita di produttività.

Tutto è ritornato alla normalità nella giornata di giovedì, quando l’azienda fondata da Steve Jobs ha ripristinato l’accesso. Quella di Apple non è stata certamente anche una decisione, efficace, per dimostrare di avere un certo potere. Se è vero che Facebook è il più noto e diffuso social network del mondo, è anche vero che Apple controlla la distribuzione di app, tra cui proprio Facebook. Questo aspetto, l’essere soggetti alle regole altrui, è un vecchio fattore di preoccupazione ai piani alti del social network. Ed è facile prevedere che lo sarà ancora per molto tempo.

Raccogliere informazioni sugli utenti è fondamentale per mappare le loro abitudini, per migliorare il proprio prodotto e trattenere loro, gli iscritti, per un tempo maggiore sul sito. Da oggi per Facebook sarà più complicato. La battaglia continua.

(Foto di copertina Dpa da archivio Ansa. Credit immagine: Frank May)

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