L’Accademia della Crusca non ha detto che «esci il cane» e altri usi del genere sono corretti

di Gianmichele Laino | 28/01/2019

uso transitivo di uscire
  • L'Accademia della Crusca è costretta a ribattere colpo su colpo alle cattive interpretazioni di alcuni suoi articoli

  • Il problema sta nell'uso transitivo di uscire e di altri verbi simili

  • Non è vero che questa formula sia stata ritenuta corretta: ecco perché

L’Accademia della Crusca se la prende con i «titoli roboanti di alcuni giornali» e con la pratica sempre più diffusa di «citarsi (imprecisamente) a vicenda», senza consultare direttamente le fonti. Gli account social dell’istituzione custode della lingua italiana oggi sono molto impegnati a smentire chi, sui social network, attacca l’Accademia della Crusca per aver «sdoganato l’uso transitivo di uscire e di altri verbi simili». La questione è molto più complessa. In ogni caso, le fonti sono due articoli pubblicati sul sito web dell’Accademia, che fanno chiarezza sull’interpretazione estensiva che alcuni giornalisti ne hanno fatto, scatenando il panico fra gli utenti.

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Uso transitivo di uscire, la confusione della disinformazione

L’oggetto del contendere sta, come detto, nell’uso transitivo (ovvero con il complemento oggetto) di uscire e di altri verbi. Nella giornata di ieri è passata l’idea che frasi come «esci il cane, siedi il bambino, sali la spesa» siano definitivamente entrate nell’uso corretto della nostra lingua. Questa ipotesi è stata suffragata da decine e decine di articoli online che – in una sorta di effetto «catena di Sant’Antonio» – si sono diffusi a macchia d’olio facendo passare questo concetto al lettore medio.

Gli articoli originali dell’Accademia della Crusca sull’uso transitivo di uscire e di altri verbi

In pochi sono andati a leggere i due articoli originali dell’Accademia della Crusca, in cui si affronta distintamente il problema dell’essere transitivo del verbo sedere e di quelli uscire e salire. Il titolo del primo articolo è molto chiaro: «Siedi il bambino! No, fallo sedere». All’interno della spiegazione si legge «È lecita allora la costruzione transitiva di sedere? Si può rispondere di sì, ormai è stata accolta nell’uso, anche se non ha paralleli in costrutti consolidati con l’oggetto interno come li hanno salire o scendere (le scale, un pendio)». Ma una cosa è lingua d’uso e una cosa è lingua scritta. La prima presenta diverse sfumature, può tenere conto anche dei caratteri di urgenza comunicativa che – effettivamente – il costrutto transitivo rende bene. Da qui ad accettarla come formulazione corretta del periodo, tuttavia, ce ne vuole.

Ancor più netta la posizione sulla costruzione transitiva di uscire e di salire. Nonostante l’attestazione delle espressioni in alcuni scrittori (ma qui stiamo parlando ancora di un altro livello della lingua, quella letteraria!) anche non meridionali – si veda il caso di Beppe Fenoglio -, l’Accademia della Crusca ritiene che l’utilizzo transitivo dei verbi uscire e salire, sebbene molto diffuso, sia scorretto. Tant’è che, nel finale dell’articolo, chiosa: «Dobbiamo quindi deludere i sostenitori dell’ammissione di uscire transitivo a livello di lingua; proponiamo però, al solo prezzo dell’uso di una preposizione, di cominciare a uscire con il cane: dopo tutto è un amico».

L’intervento del professor Francesco Sabatini dell’Accademia della Crusca

Non è servito, purtroppo, a placare l’indignazione social nemmeno l’intervento al Tg1 del professore Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca e linguista raffinato. L’esigenza della brevità dettata dai tempi televisivi non ha permesso di andare a fondo nella definizione del problema. Il TG1 ha posto molta enfasi sulla prima parte del suo intervento – quella in cui, appunto, ha parlato dell’utilizzo di questi verbi in maniera transitiva all’interno della lingua letteraria -, ma meno sulla sua seconda parte, in cui ha invitato apertamente i docenti in classe a correggere questo impiego scorretto della lingua parlata in un contesto ufficiale come quello scolastico.

Anche questa mattina, l’Accademia della Crusca è impegnata a ribattere colpo sul colpo alle «accuse» degli utenti dei social network che si dicono indignati di questo utilizzo della lingua italiana. La notizia falsa del presunto via libera alle costruzioni transitive di alcuni verbi – che ha rievocato per qualche momento anche una sorta di rivalità e campanilismo tra nord e sud (dove questi costrutti sono più impiegati) – forse era troppo ghiotta. E non c’è volontà tra gli utenti per primi di comprenderne la falsità.