Case popolari ai rom, Virginia Raggi: «Fake news, esistono le graduatorie»

di Gaia Mellone | 24/01/2019

  • L'articolo de Il Messaggero sull'assegnazione delle case popolari scatena la polemica

  • Il quotidiano romano traccia un filo rosso tra le graduatorie degli alloggi comunali e lo svuotamento delle baraccopoli della capitale

  • Virginia Raggi replica da Radio Radio: «Una grossa bufala, ci sono le graduatorie senza corsie preferenziali»

Sbaraccare le baraccopoli dei nomadi entro il 2021. Questo l’obbiettivo del Campidoglio, oggi al centro delle polemiche per aver aperto le graduatorie per l’assegnazione delle case popolari anche alle famiglie Rom, che sembrerebbero esserne le prime beneficiarie. Il quotidiano Il Messaggero riporta che già cinque famiglie rom del campo La Barbuta hanno ricevuto un alloggio , mentre altre 20 sono in attesa. Immediata la replica della sindaca Virginia Raggi: «Fake news, ci sono le graduatorie»

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Case popolari ai rom, la ricostruzione de Il Messaggero

La versione online del quotidiano romano Il Messaggero lancia il sasso: «I primi cinque appartamenti sono già stati assegnati, tocca solo fare il trasloco dalle roulotte. E altre 20 famiglie rom sono state ammesse alle graduatorie delle case popolari» scrive. L’articolo fa riferimento alla recente assegnazione delle case popolari sulla base della graduatorie, che sono state aperte anche alle famiglie Rom. E il fatto che le prime famiglie a beneficiarne siano proprio quelle dei nomadi, fa insospettire Il Messaggero, che presuppone un legame tra i due obbiettivi. Dal Campidoglio però smentiscono: «Le due misure non sono correlate».

«In due anni vanno chiusi tre campi: la Barbuta, la Monachina (allo svincolo della via Aurelia, al km 13, abitato da 115 persone) e Castel Romano, la più grande baraccopoli rom della Capitale, 1.062 abitanti – continua l’articolo pubblicato su Il Messaggero – Già a dicembre, Raggi aveva fatto capire che gli alloggi dell’«Erp» (edilizia residenziale pubblica) avrebbero potuto essere assegnati ai rom degli insediamenti da chiudere». La carta degli alloggi comuni sarebbe stata giocata dalla giunta di Virginia Raggi per svuotare le baraccopoli, dopo gli esperimenti fallimentari del bonus casa e dei rimpatri assistiti.

Case popolari ai rom, Virginia Raggi smentisce

Durante la diretta su Radio Radio, Virginia Raggi ha smentito il “complotto”. «Le case popolari ai rom? È una grossa bufala, una fake news» afferma con decisione la sindaca, aggiungendo che «il piano rom non ha nulla a che vedere con le assegnazioni delle case popolari, che si fanno in base ad una graduatoria. Solo chi è in lista e ha i requisiti di legge può accedere». «Ricordo che in due anni e mezzo abbiamo già fatto circa 1.000 assegnazioni» che non possono essere accusate di alcuna discriminazione di etnia. «Chi ne ha diritto, avrà una casa popolare» continua Raggi, «ma sui campi rom la linea è quella che stiamo cercando di portare avanti, ovvero il superamento dei campi in base a linee guida europee che prevedono doveri e acquisizione di diritti per i rom. Tra cui, però, non rientra l’assegnazione della casa popolare».

Giorgia Meloni attacca sulle case assegnate ai nomadi e Virginia risponde: «Non vorrei querelarla»

Ricondividendo su twitter l’articolo incriminato de Il Messaggero, Giorgia Meloni scrive: «La Raggi assegna le case popolari ai nomadi. Da M5S a N5S (Nomadi a 5 stelle) il passo è breve: grazie ai grillini ai nomadi casa popolare e reddito di cittadinanza. Un gran bel vivere. Per gli italiani poveri e onesti sarà per la prossima volta. Forse.». Proprio alla leader di Fratelli D’Italia ha risposto Virginia dicendo: «Stia attenta la signora Meloni. Non vorrei doverla querelare, lei mi ha diffamato». La sindaca sottolinea di aver ampiamente chiarito la faccenda e spera che la polemica si chiuda al più presto. «Se Meloni insiste allora insisterò anche io, perché l’amministrazione non può essere infangata in questo modo» ha concluso Virginia Raggi ai microfoni di Radio Radio.

Credits immagine di copertina: ANSA/MASSIMO PERCOSSI)