Il leghista Rixi e la solidarietà al sindaco che augurò lo stupro a Laura Boldrini

di Enzo Boldi | 16/01/2019

Laura Boldrini, Rixi e Camiciottoli
  • Il viceministro Edoardo Rixi esprime solidarietà nei confronti di Matteo Camiciottoli

  • Il sindaco leghista di Pontinvrea è stato condannato per aver augurato lo stupro a Laura Boldrini

  • « Il lavoro che fai dimostra che persona per bene sei, più di mille sentenze di qualsiasi tribunale»

La notizia della condanna a una multa da 20mila euro per Matteo Camiciottoli, il sindaco leghista di Pontinvrea (in provincia di Savona), ha riportato un minimo di giustizia per quel che riguarda l’odio vomitato dal web, soprattutto per quel che riguarda alcuni esponenti politici. Il primo cittadino del Carroccio aveva augurato lo stupro a Laura Boldrini e i giudici di primo grado del tribunale del comune ligure hanno deciso di comminargli una multa salata. Un primo passo che, però, viene smontato dalla dichiarazione (sempre tramite i social) di un viceministro di questo governo: il leghista Edoardo Rixi (tra le altre cose, a processo per le cosiddette ‘spese pazze’ in Regione).

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«Solidarietà a Matteo Camiciottoli, sindaco della Lega a Pontinvrea, oggi condannato nel processo con la ex presidente della Camera Boldrini (quella delle “risorse” che ci pagano la pensione, ricordate?) – scrive Edoardo Rixi poco dopo la condanna in primo grado per Matteo Camiciottoli -. Forza sindaco! Il lavoro che fai ogni giorno per i tuoi concittadini dimostra che persona per bene sei, più di mille sentenze di qualsiasi tribunale».

Il viceministro Rixi solidarizza con chi augurò lo stupro a Laura Boldrini

L’odio, quindi, viene legittimato da un membro del governo, un viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti che rincara la dose parlando ancora di quel concetto di ‘risorse’ di cui parlò anni fa Laura Boldrini facendo riferimento al ruolo dei migranti nel processo economico degli italiani. La linea dura, come se una sentenza non fosse sufficiente, o come se il silenzio – spesso e volentieri – non fosse una linea da seguire in certe occasioni. Soprattutto dopo una frase così volgare giudicata punibile da un tribunale della Repubblica.

«Non possono impedirci di pensare e parlare»

Poco dopo, lo stesso Rixi ha provato a spiegare la sua ‘solidarietà’ sul proprio profilo Facebook, facendo riferimento all’accusa di un utente che gli faceva notare le incongruenze della sua difesa. «Come sa lo stesso Camiciottoli, non concordo con quanto detto da lui, ma credo che quanto abbia fatto come sindaco dimostri che è una persona migliore di come alcuni giornalisti lo dipingono. Possono fare ciò che vogliono, ma non possono impedirci di pensare, né di parlare». Il motto è sempre lo stesso e anche in questo caso la toppa è stata peggiore del buco».

(foto di copertina: collage da ANSA/LUCA ZENNARO, ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)