Le guardie giurate annunciano uno sciopero «epocale» contro Salvini

di Gianmichele Laino | 09/01/2019

sciopero guardie giurate
  • Matteo Salvini aveva promesso alle guardie giurate di trasformarle in polizia civile

  • Nessuna menzione è stata fatta nel decreto sicurezza

  • Annunciato sciopero di una settimana dal 26 febbraio al 5 marzo: le conseguenze

Ecco cosa succede quando le guardie giurate entrano in sciopero. Il loro lavoro, di sorveglianza dei beni immobili, ma anche di scorta per i furgoni portavalori, è indispensabile per il corretto svolgimento di diverse attività economiche nel nostro Paese. Tra cui anche quella di permettere al denaro di arrivare regolarmente in banche e uffici postali. Immaginate il blocco di questa attività. E immaginate il dramma della mancanza di disponibilità del contante per i cittadini e per le imprese. Una piccola catastrofe.

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Lo sciopero guardie giurate: l’Italia potrebbe rinunciare al contante per una settimana

Ma l’associazione delle guardie giurate italiane, l’ANGGI, ha annunciato che questa misura potrebbe essere presa in considerazione (e potrebbe prolungarsi per una settimana almeno) a cavallo dei mesi di febbraio e di marzo 2019 (in modo particolare dal 26 febbraio al 5 marzo). Il tutto per protestare contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini, reo di non aver rispettato le sue promesse al settore delle guardie giurate.

Di che promessa si tratta? Giornalettismo ne aveva già parlato. Nel corso della campagna elettorale, Matteo Salvini aveva assicurato che uno dei primi provvedimenti presi sarebbe stato quello di trasformare i vigilantes in corpo di polizia civile. Il contenitore più adatto per mettere in atto questo proposito sarebbe stato il decreto sicurezza, poi diventato legge dello Stato. Ma in quel provvedimento non c’è stato alcun accenno al settore delle guardie giurate.

Le promesse non mantenute di Salvini alle guardie giurate

Fabio Padovani, presidente dell’ ANGGI, ha voluto spiegare il percorso che ha portato alla decisione di indire, con ogni probabilità, una settimana di sciopero: «Dopo le elezioni di questo “governo del cambiamento” – ha dichiarato – eravamo certi di un supporto del ministro dell’Interno, anche in merito alle dichiarazioni fatte dallo stesso. Ma il 17 settembre è uscito allo scoperto con il decreto sicurezza… in cui non siamo menzionati. Non ha mantenuto la parola data. E pensare che le guardie private e giurate italiane hanno creduto in lui e hanno espresso con il  voto il loro sostegno alla Lega».

Un intero settore che aveva espresso la propria preferenza per la Lega, insomma, che adesso si dichiara assolutamente deluso dal ministro. Le guardie giurate in Italia sono 51mila: quasi tutti hanno accordato la propria fiducia a Matteo Salvini. Adesso, questo bacino elettorale è pronto a voltare le spalle al ministro dell’Interno. E a paralizzare l’Italia.

FOTO: ARCHIVIO/ANSA