Il governo M5S-Lega e il decreto per salvare una banca (proprio come faceva il Pd)

di Redazione | 08/01/2019

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Dalle accuse agli avversari di aver salvato le banche con soldi pubblici al decreto che prevede aiuti di Stato per salvare un altro istituto di credito il passo può essere breve. Lo dimostrano le scelte del governo di M5S e Lega su Banca Carige. Il decreto approvato ieri dal titolo ‘Disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio’ prevede anche l’ipotesi di una ricapitalizzazione precauzionale pubblica, che non esclude la nazionalizzazione. Come spiega Repubblica (articolo di Vittoria Puledda) il decreto prevede sostanzialmente due misure. Una prima misura è un sostegno al finanziamento della banca e della liquidità, con la possibilità di accedere alla garanzia statale sui bond di nuova emissione e sui finanziamenti erogati discrezionalmente dalla Banca d’Italia. La seconda misura invece riguarda la ricapitalizzazione pubblica a scopo precauzionale, «volta a preservare il rispetto di tutti gli indici di patrimonializzazione anche in scenari ipotetici di particolare severità e altamente improbabili».

Banca Carige, il decreto del governo non esclude la nazionalizzazione

Si tratta di un’ipotesi estrema, ovviamente, ma comunque in campo. Ci sono diverse soluzioni per salvare Banca Carige. Il piano A resta quello della ricerca di un partner sul mercato, così come voluto dalla Banca Centrale Europea. I tre commissari di Carige intanto, Fabio Innocenzi, Raffaele Lener e Pietro Modiano, proprio traendo beneficio dal decreto che ha ottenuto il via libera in Cdm, «sono in procinto di chiedere l’attivazione della garanzia statale sulla emissione di obbligazioni», con l’obiettivo di garantire la stabilità della raccolta a medio termine nella fase attuale di transizione.

Qualora dovessero fallire tutti i tentativi, si arriverebbe alla soluzione ultima della nazionalizzazione, come già avvenuto con Mps. Un particolare che non è sfuggito agli esponenti del Partito Democratico, continuamente bersagliati dal Movimento 5 Stelle per gli aiuti di Stato al sistema bancario. L’ex capogruppo Dem alla Camera Ettore Rosato lancia una frecciata: «Lo hanno fatto di notte, è durato 10 minuti, non hanno fatto una conferenza stampa per spiegarlo dopo. È il Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto salvabanche. Sì, proprio Salvini e Di Maio hanno fatto il decreto che ‘con i soldi degli italiani salvano le banche’, esattamente come dicevano di noi. Ma le banche non erano il nemico che bisognava far fallire? Mi sa che oggi continueranno a parlare tutto il giorno dei 49 disgraziati sul barcone per sviare l’attenzione».

Non meno pungente è il deputato Michele Anzaldi, che su Facebook attacca: «Tutti ricordano le sceneggiate di Di Battista in Aula a Montecitorio, quando accusava il Governo del Pd di aver salvato le banche ‘in 18 minuti’, il tempo di un ‘prelievo al bancomat ma con i soldi dei cittadini italiani’. Il suo governo, quello del cambiamento M5S guidato da Di Maio e Salvini, ha fatto meglio: ha salvato Banca Carige in un Cdm lampo di notte durato 8 minuti, dalle 21.33 alle 21.41». «E lo ha fatto – prosegue Anzaldi – usando gli stessi soldi pubblici già utilizzati dal governo Gentiloni per salvare altre banche e altri correntisti, come è giusto per tutelare il sistema del risparmio. Ora chiederanno scusa? O continueranno a nascondersi, come hanno fatto ieri sera, con un Cdm clandestino senza conferenza stampa né domande dei giornalisti?».

Anzaldi ha anche rilanciato il video dell’intervento di Alessandro Di Battista in aula alla Camera.

 

 

(Foto da archivio Ansa: il palazzo della sede di Banca Carige a Genova. Credit immagine: ANSA / LUCA ZENNARO)

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