Il padre di Di Maio ha 90 giorni per abbattere (a sue spese) i manufatti abusivi a Mariglianella

di Redazione | 06/01/2019

di maio
  • I manufatti abusivi nei terreni della famiglia di Luigi Di Maio, scoperto a novembre, andranno abbattuti entro 90 giorni

  • Il Settore urbanistica del Comune di Mariglianella il 2 gennaio ha varato un'ordinanza di abbattimento

  • Il padre del vicepremier, Antonio Di Maio, dovrà rimuovere le costruzioni a sue spese

Un nuovo step nella vicenda degli abusi edilizi realizzati nei terreni della famiglia del vicepremier Luigi Di Maio, scoperti a Mariglianella, in provincia di Napoli, lo scorso 29 novembre dopo un sopralluogo di Polizia locale e tecnici comunali. Un’ordinanza di demolizione del Comune chiede ora ad Antonio Di Maio, padre del capo politico del Movimento 5 Stelle, di abbattere entro 90 giorni i manufatti realizzati senza le dovute autorizzazioni. Nelle settimane scorse il padre del vicepresidente del Consiglio aveva anche presentato, all’ufficio tecnico di Mariglianella, un ampio dossier per scongiurare il rischio degli abbattimenti. Non è servito.

Il padre di Di Maio e l’ordinanza di abbattimento degli abusi edilizi

L’ordinanza, datata 2 gennaio, potrebbe ora mettere una volta per tutte la parola fine alla vicenda. A novembre con i rilievi sono state scoperti quattro manufatti abusivi e solo uno dei quattro dovrà rimanere in piedi, perché costruito prima del 1967, quando non erano richiesti titoli per edificare.

Come spiega il quotidiano Il Mattino (articolo di Valentino Di Giacomo), qualora nei tre mesi la famiglia di Di Maio non dovesse adempiere al provvedimento varato dal Settore Urbanistica del Comune di Mariglianella, sarà lo stesso Comune ad acquisire le costruzioni al proprio patrimonio. Antonio Di Maio avrebbe anche un’altra possibilità per evitare gli abbattimenti: un ricorso al Tar, il Tribunale amministrativo regionale. Ma si tratta di un’ipotesi che non verrebbe presa in considerazione vite le prove schiaccianti sugli abusi commessi. Il Comune di Mariglianella ha utilizzato rilievi aerofotogrammetrici effettuati tra il 2002 e il 2005 per avere informazioni sulle costruzione. E dalle immagini del terreno emerge che i tre manufatti da abbattere sono sorti in un periodo successivo.

L’Ufficio del Comune ha anche trasmesso l’ordinanza di abbattimento alla Procura di Nola, che ha iscritto il padre di Di Maio nel registro degli indagati per abbandono di rifiuti. Il Mattino spiega che in questo caso il procedimento potrebbe essere archiviato non appena i rifiuti trovati nel terreno durante i sopralluoghi, per lo più materiale di risulta, saranno rimossi.

(Immagine di copertina da un video pubblicato sulla pagina Facebook ‘Antonio Di Maio’)