Crollo scala mobile a Repubblica: la procura segue solo la pista ATAC

di Gianmichele Laino | 05/12/2018

crollo Repubblica
  • Il 23 ottobre scorso ci fu il crollo della scala mobile nella stazione della metro A Repubblica

  • Si era parlato di un disastro dovuto all'incuria dei tifosi del CSKA Mosca

  • Invece, le indagini della procura si stanno concentrando su Atac

Tre dirigenti Atac ed il responsabile legale della società  che dal 2017 si è aggiudicata la manutenzione degli impianti delle scale mobili. Sono queste le persone iscritte nel registro degli indagati per il crollo della scala mobile nella stazione della metro A Repubblica, nella Capitale. In quella circostanza, verificatasi lo scorso 23 ottobre poco prima del match di Champions League tra Cska Mosca e Roma, rimasero ferite 24 persone, tra cui due gravi.

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Crollo Repubblica, l’Atac nel mirino

Immediatamente dopo il crollo e dopo la diffusione del video in cui si vedevano diversi tifosi russi precipitare improvvisamente nel vuoto per il cedimento del nastro trasportatore, sia le autorità sia il sindaco di Roma Virginia Raggi aveva indicato nel cattivo comportamento degli stessi tifosi le cause del crollo. In modo particolare, si diceva, erano stati quelli che saltavano sulle scale mobili a provocare il guasto e a far sfiorare una tragedia.

Invece nell’indagine della procura di Roma questa circostanza non viene presa in considerazione. Nunzia D’Elia, procuratore aggiunto, e il pubblico ministero Francesco Dall’Olio hanno preferito seguire la pista delle responsabilità dell’azienda. Le quattro persone inserite all’interno del registro degli indagati, infatti, sono accusate di disastro colposo e lesioni personali.

Un problema di manutenzione all’origine del crollo?

Atac, da parte sua, ha sempre affermato che i controlli sulle scale mobili venivano effettuati a intervalli regolari, con una cadenza mensile. In modo particolare, la situazione della metropolitana di Repubblica era monitorata con maggiore attenzione, dal momento che la stazione aveva soltanto le scale mobili e non quelle normali.

Le indagini sono andate avanti in questi ultimi giorni, con la stazione che era rimasta sotto sequestro fino a una settimana fa. Attualmente, i sigilli ci sono soltanto sulla scala mobile e non sull’intera struttura. Le dinamiche tecniche del crollo – si pensa al cedimento di un gancio – saranno chiarite soltanto in seguito alla perizia a cui potranno partecipare anche gli indagati, con un consulente nominato dalla difesa.

Ma il passo avanti fatto dalla procura circoscrive in maniera netta le eventuali responsabilità dell’evento. Che, nelle prime ore dopo l’accaduto, era stato fatto passare per accidentale, causato semplicemente dal cattivo comportamento dei fruitori del servizio. Invece, pare che il problema sia strutturale.

FOTO: ANSA/PERI-PERCOSSI

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