Tav, gli imprenditori dicono sì: «La pazienza è ormai al limite»

di Gaia Mellone | 03/12/2018

  • Alle Ogr presenti 3mila imprenditori, uniti nel dire si all'alta velocità e al rilancio delle infrastrutture

  • Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia:«Occorre spingere sui cantieri per attivare la crescita»

  • Il movimento No-Tav ribatte: «Sigle unite solo se rischiano di perdere il loro denaro»

Sollecitare il rilancio delle infrastrutture e la Tav Torino – Lione: con questo intento si è chiusa la manifestazione organizzata alle ex Grandi Officine Riparazioni di Torino. I 3mila imprenditori credono fermamente nel rilancio delle infrastrutture e nel piano Tav, e avvertono: «La pazienza ormai è al limite. La politica è una cosa troppo importante per lasciarla solo ai politici».

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Il si degli imprenditori alla Tav

Alle Ogr erano presenti ben 12 associazioni d’impresa, che complessivamente rappresentano il 65% del Pil e piu di 13 milioni di lavoratori. Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ha tuonato che «se siamo qui è perché la nostra pazienza è quasi al limite». Dalla manifestazione emerge un messaggio chiaro e tondo di approvazione della tratta Torino -Lione della linea Alta Velocità. «La Tav è un cantiere non un progetto e quindi occorre spingere sui cantieri, proprio per quegli investimenti pubblici a cui il governo fa riferimento per attivare la crescita» ha commentato Vincenzo Boccia, sottolineando che si parla di «un cantiere, e non un progetto». Le infrastrutture, di cui la Tav fa da principe, per il presidente di Confindustria non sono solo necessarie per favorire il ritorno degli imprenditori e degli investimenti, ma corrispondono ad «un’idea di società, includono, sono un’idea di visione del Paese, centrale tra Europa e Mediterraneo, aperta a est e a ovest»

CNA: «Senza infrastrutture non ci può essere crescita»

Le dichiarazioni di Boccia raccolgono il consenso degli oltre 3mila imprenditori presenti alla manifestazione. Tra loro anche il presidente della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, Daniele Vaccarino. «Senza infrastrutture non c’è crescita.  – ha dichiarato a margine dell’evento – Se ai segnali di rallentamento dell’economia si aggiunge il no alle infrastrutture, il rischio di avere una caduta di fiducia è grande». Il Cna si esprime in modo favorevole alle infrastrutture, inclusa la Tav: «Abbiamo partecipato ai dibattiti sulla Tav fin dall’inizio quando andavamo a fare le assemblee in Val di Susa» dice Vaccarino aggiungendo che trova «assurdo» che si vogliano bloccare opere che hanno ricevuto i finanziamenti europei. «La Torino-Lione è fondamentale – ha concluso Vaccarino parlando con i giornalisti – può essere fonte di lavoro anche per le piccole imprese che possono essere coinvolte nelle opere minori e nelle manutenzioni».

La risposta dei No-Tav : «Le sigle riunite solo quando conviene a loro»

Quello degli imprenditori sembra quindi essere un fronte estremamente compatto a favore della Tav. «Non abbiamo mai visto tante sigle riunirsi in altri momenti, dall’inizio della crisi globale per rilanciare l’economia» hanno però commentato gli attivisti No-Tav. L’accusa mossa contro gli imprenditori è che «l’alzata di scudi c’è solo quando i ben poco intraprendenti imprenditori rischiano di perdere una ricca commessa di soldi pubblici», poiché, continua il movimento che si oppone alla linea in Val Di Susa, «ben poco attivismo imprenditoriale si è visto quando la disoccupazione giovanile ha toccato il 40% o le infrastrutture da nord a sud sono crollate facendo vittime e feriti».

(Credits immagine di copertina ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)

 

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