Novità sul caso Fredy Pacini: solo quattro furti denunciati e non 38

di Enzo Boldi | 30/11/2018

Fredy Pacini
  • Emergono nuove verità sui racconti di Fredy Pacini

  • L'uomo ha denunciato solo quattro tentativi di furto nella sua ditta di Monte San Savino (Arezzo)

  • Davanti alle telecamere aveva parlato di 38 episodi

Già erano emersi diversi dubbi sui racconti di Fredy Pacini, il titolare dell’azienda di pneumatici che nella prima mattinata del 28 novembre ha freddato un ladro che stava tentando di entrare nel suo capannone. Ed ecco arrivare alcune smentite sulla sua versione dei fatti. La prima è dei Carabinieri del posto che hanno spiegato come non ci sia traccia delle 38 denunce per furto presentate dall’uomo nelle loro stazioni. Le segnalazioni fatte dal gommista della provincia di Arezzo, infatti, sarebbero (solamente) quattro. Molte meno rispetto a quanto dichiarato a una tv locale nei giorni precedenti all’ultimo fatto di cronaca che ha riacceso la luce sulla legittima difesa. E sulla stessa linea delle forze dell’ordine ci sono le dichiarazioni della legale dell’uomo.

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Intervistata da Fanpage, il capitano dei carabinieri Monica Dallara – comandante della stazione di Cortona -, ha smentito categoricamente i racconti fatti da Fredy Pacini: «Nel 2014 il signor Fredy Pacini denunciò due furti, per un ammontare complessivo di quarantamila euro. Da allora afferma di vivere all’interno della sua azienda ma, negli ultimi quattro anni, risultano soltanto altre quattro denunce per tentativo di furto. Perciò non 38, ma quattro, e non furti, ma tentativi di furto. La cifra di 38 è un po’ lievitata. In tutta la zona di Monte San Savino, nell’ultimo anno, risultano 6 furti». Insomma, una versione di gran lunga diversa rispetto a quanto dichiarato davanti alle telecamere dal gommista di Monte San Savino.

Solamente quattro gli episodi denunciati

Anche Alessandra Cheli, legale del gommista di Monte San Savino, aveva già ridimensionato la versione dell’uomo spiegando come 38 sia stato un numero inverosimile e che le denunce fatte erano molte meno. Il titolare della ditta di pneumatici in provincia di Arezzo, infatti, nei suoi racconti, aveva conteggiato anche i rumori percepiti nella notte e non solamente i tentativi di infrazione nei terreni della propria ditta. Ma ora per Fredy Pacini potrebbe arrivare una doppia beffa. Oltre alle indagini per eccesso di legittima difesa, l’uomo ora potrebbe anche essere accusato di vivere in un ambiente non abitabile: «Sono stata nel capannone dove l’uomo ha detto di vivere – spiega il comandante Dallara –. Loro lì hanno un letto ma non è molto vivibile. Ci sono le scaffalature con tutti quanti gli atti, le pratiche, e loro hanno messo un letto e un frigorifero, per cui non è che sia proprio vivibile come situazione in effetti».

La versione di Fredy Pacini

Fredy Pacini ha raccontato agli inquirenti – e non solo – di essere esasperato per i 38 tentativi di furto subiti dal 2014. Per questo motivo aveva deciso di dormire in azienda per sorvegliare i suoi capannoni durante la notte. E nella mattina del 28 novembre, dopo aver sentito alcuni rumori nei locali antistanti la sua azienda, ha preso la pistola e ha sparato cinque colpi in direzione di due uomini in fuga. Uno dei proiettili sparati dall’uomo ha colpito il moldavo Vitalie Tonjo, rimasto ferito a terra e deceduto poco dopo.