Stanno sequestrando i beni di Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria

di Gianmichele Laino | 28/11/2018

Massimo Ferrero
  • Massimo Ferrero è accusato, a vario titolo, di diversi capi d'imputazione

  • La Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro di beni ai suoi danni

  • Le indagini sono partite dalla cessione di Obiang al West Ham

Non c’è pace per il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero. Ogni volta, finisce al centro di vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto in prima persona. Oggi, ad esempio, il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria ha messo in atto un sequestro di beni a suo carico, a carico della Sampdoria e di altre cinque persone coinvolte per un totale di 2,6 milioni di euro.

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Massimo Ferrero e il sequestro della Guardia di Finanza

Il tutto perché Massimo Ferrero e le altre persone coinvolte sarebbero accusate, nell’ambito di un’indagine della procura di Roma, di appropriazione indebita, truffa, emissione e utilizzo di fatture false, autoriciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, ovviamente a vario titolo.

Nel mirino delle indagini il trasferimento di Obiang al West Ham

Le indagini, come detto, sono partite dalla procura di Roma e il sequestro dei beni al presidente Ferrero, alle altre persone coinvolte e alla stessa società calcistica Sampdoria (quest’ultimo pari a circa 200mila euro) è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari. Nei prossimi giorni, ci sarà senz’altro l’udienza di convalida del provvedimento, che è stato eseguito nella giornata del 28 novembre 2018 dalla Guardia di Finanza. Le indagini sono partite dall’analisi di alcune transazioni finanziarie anomale che riguardano proprio le società che fanno capo al Gruppo Ferrero. Nel mirimo, in modo particolare, c’è il trasferimento del calciatore Pedro Obiang al West Ham, nel 2015, avvenuto per 1,2 milioni di euro.

Oltre ai 200mila euro sequestrati alla Sampdoria, Ferrero e gli altri destinatari del provvedimento sono stati privati di disponibilità finanziarie che fanno riferimento alle persone indagate e di un immobile residenziale di pregio via dei Renai a Firenze, acquistato – secondo le indiscrezioni che emergono dalle indagini – utilizzando somme derivanti da finte controversie di lavoro, costate 100mila euro a ciascuna delle cinque società coinvolte (per un importo complessivo di 500mila euro). Tutte le indicazioni sono state fornite dalla Guardia di Finanza che ha emesso una nota stampa per comunicare quanto accaduto al presidente della Sampdoria.

FOTO: ANSA/ELISABETTA BARACCHI