Ecco perché la riforma della prescrizione andrà in prescrizione

di Enzo Boldi | 08/11/2018

Prescrizione
  • Salvini rimanda al 2020 l'entrata in vigore della riforma della prescrizione

  • Le tensioni tra Lega e M5S e il rischio di non arrivare a mangiare il panettone

  • L'obiettivo della Lega è la guida in solitaria del Paese a breve giro di posta

E se l’attesa per la riforma della prescrizione fosse essa stessa la prescrizione? Il dubbio è legittimo, soprattutto dopo il continuo botta e risposta tra ministri ed esponenti vari di una maggioranza che, negli ultimi giorni, ha acuito ancora di più la propria eterogeneità. Matteo Salvini ha spiegato che la Lega appoggerà il Movimento 5 Stelle, ma il provvedimento entrerà in vigore solamente nel 2020. Alfonso Bonafede esulta già e prima del tempo, ma siamo sicuri che i lampi e i tuoni all’interno delle due fazioni del governo non sfoceranno in un temporale che dividerà questo matrimonio di convenienza?

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Da una parte Luigi Di Maio e i suoi pentastellati che vogliono apportare immediate modifiche sul tema della prescrizione – sospendendola dopo il primo grado di giudizio – attraverso un emendamento da inserire nel ddl anticorruzione; dall’altra la Lega che, ora, dice di aver trovato un accordo, ma che fino a poche ore fa era contraria per principio a questa riforma. E la mossa del Carroccio di far partire il tutto nel 2020 sembra essere la classica camera con vista. Una vista – come temono i Cinque Stelle – su un Palazzo Chigi non più a tinte gialloverdi.

La riforma della prescrizione e la scadenza del governo Lega-M5S

È noto come Matteo Salvini stia forzando la mano e – nonostante le rassicurazioni a mezzo stampa – il suo obiettivo non sia quello di arrivare fino al termine del mandato con gli alleati grillini. Il matrimonio di convenienza per formare il «governo del cambiamento», ha portato la Lega ai suoi massimi storici, mangiandosi anche parte dell’elettorato grillino che, seguendo il trend indicato dagli ultimi sondaggi, sta abbandonando il colore giallo per tingersi di verde. Come quando il socio di minoranza di un’azienda riesce a sfruttare gli utili per rilevare le quote di maggioranza della stessa azienda.

Che maggioranza ci sarà nel 2020?

Quel verde che, con l’aiuto della seppur piccola percentuale di voti portata da Giorgia Meloni e dai suoi Fratelli d’Italia e da quel che resta di Forza Italia, potrebbe diventare sempre più acceso. Nel 2020, anno in cui dovrebbe entrare in vigore la riforma della prescrizione, questo governo potrebbe non esserci più e il piano di Salvini di prendere in solitaria (o quasi) la guida dell’Italia potrebbe cancellare queste settimane di confronto interno. Nel 2020 l’unica cosa che potrebbe essere già prescritta è l’avventura del governo gialloverde.

(foto di copertina: ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)