La mamma di Emanuela Orlandi: «Vorrei un corpo su cui piangere, li perdono»

di Redazione | 01/11/2018

emanuela orlandi
  • La mamma di Emanuela Orlandi dopo il rinvenimento di ossa nella Nunziatura apostolica: «Vorrei il corpo di mia figlia»

  • «Sì, perdono chi ci ha fatto del male», «Avranno una coscienza e sicuramente sarà Dio a giudicarle e castigarle»

  • Il fratello Pietro: «Sono fiducioso che un giorno emergerà la verità»

«Ho pensato al fatto che c’è gente che ha fatto una cosa bruttissima a tutti noi. Emanuela da quel giorno non la abbiamo più vista. In questi anni siamo stati sostenuti da una grande fede. Spero che un giorno si possa far tornare il suo corpo a casa. Spero che chi sa qualcosa ascolti, ci aiuti». In un’intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero (di Franca Giansoldati) parla così Maria Pezzano Orlandi, la mamma di Emanuela Orlandi, dopo il rinvenimento di ossa (su cui sono in corso accertamenti) durante lavori di ristrutturazione di una dependance della Nunziatura apostolica a Roma. I resti potrebbero appartenere a una ragazza morta tra 20 e 30 anni fa.

La mamma di Emanuela Orlandi: «Voglio far tornare a casa il corpo di mia figlia»

La donna, che oggi ha 88 anni e vive ancora nell’appartamento dove il 22 giugno 1983 non fece più ritorno la ragazza, parla di 35 anni vissuti «nel dolore e nella preghiera». «Se mi permette – continua – voglio dire che queste persone cattive (non so chi siano) le perdono. Vorrei però solo far tornare a casa mia figlia, il corpo di mia figlia». Maria Orlandi dice di riuscire davvero a perdonare chi le ha portato via Emanuela. «», risponde. «Si può perdonare chi ti ha fatto tanto male. Persino queste persone malvagie che hanno distrutto la felicità di una famiglia serena e noi eravamo una famiglia serena; forse queste persone avranno una coscienza e sicuramente sarà Dio a giudicarle e castigarle. Mi ripeto spesso: sia fatta la volontà di Dio, e con questa forza si deve andare avanti». E ancora: «Quanto dolore – continua Maria Orlandi -. Quando era in vita mio marito, Ercole, era lui che ci dava la forza, ci sosteneva con coraggio, offrendoci una spalla forte. Ora restiamo io e i miei figli e andiamo avanti con la fede». Anche il Corriere della Sera riporta affermazioni della signora Orlandi: «Cercano, cercano, ma cosa cercano adesso? Adesso è tardi. Dovevano cercare dall’inizio, dal giorno in cui Emanuela non tornò più a casa, qui da me».

Il fratello: «Sono fiducioso che un giorno emergerà la verità»

Sulla Stampa, intanto, Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, chiede: «Ma perché alla scoperta delle ossa si è parlato subito di un collegamento con la scomparsa di Emanuela?». Sul Quotidiano Nazionale poi aggiunge: «Mi piacerebbe dirlo» che si è arrivati a una svolta, «ma dopo tante docce fredde resto prudente. Troppe disillusioni. Certo, ogni novità la reputo importante. Sono determinato a fare di tutto perché la verità emerga e fiducioso che un giorno emergerà. Ma resto prudente. Fino a che non trovano un corpo e lo identificano con chiarezza, io Emanuela voglio cercarla viva».

(Foto di copertina da archivio Ansa: alcune immagine di Emanuela Orlandi, in piazza del Campidoglio, durante una marcia. Credit immagine: ANSA / SERENA CREMASCHI)