Il senatore dissidente Mantero: «Non voterò il dl sicurezza, se il M5S non mi vuole vado a casa»

di Donato De Sena | 31/10/2018

mantero
  • Il senatore dissidente del M5S Matteo Mantero ribadisce il suo no al decreto legge sicurezza caro alla Lega e a Matteo Salvini

  • «Non voterò il dl, se il Movimento non mi vuole vado a casa», ha detto in un'intervista a Repubblica

  • Se si allarga il gruppo dei ribelli a rischio l'approvazione del provvedimento in Aula

Insieme ad Elena Fattori, Paola Nugnes e Gregorio De Falco anche il senatore M5S Matteo Mantero parla apertamente alla stampa del suo dissenso rispetto al decreto legge sicurezza caro alla Lega e a Matteo Salvini che Luigi Di Maio invita ad approvare. In un’intervista rilasciata al quotidiano Repubblica il parlamentare ribadisce l’intenzione di non approvare il provvedimento, precisando di non aver deciso se al momento del voto si esprimerà contro il testo o semplicemente uscirà dall’aula. Anche a costo di essere espulso dal Movimento 5 Stelle. «Oltre che al gruppo – sono state le sue parole – una persona deve rispondere alla sua etica. C’è un livello di compromesso che si può accettare, ognuno ha la sua asticella. Questa legge supera la mia. Non dico di avere ragione, ma che per me non è accettabile». E ancora: «Se capisco che il mio lavoro su eutanasia, cannabis terapeutica, gioco d’azzardo, non è più utile, vado a casa senza aspettare che mi caccino. Al mio posto verrà qualcuno pronto a fare la testuggine»

Il senatore M5S dissidente Mantero: «Non voto il decreto sicurezza»

Mantero non è intenzionato dunque a condividere la linea imposta dal vertice M5S ignorando anche l’appello Di Maio a marciare uniti come una testuggine romana. Il senatore considera quell’invito del capo un «ricatto morale». Il senatore non ha gradito nemmeno le osservazioni sul rischio di compromettere reddito di cittadinanza e superamento della legge Fornero. «Non è che per fare cose buone se ne devono fare di terribili», ha detto ancora in una risposta a Repubblica.

I dissidenti del Movimento 5 Stelle criticano vari punti del dl sicurezza, come l’aumento dei tempi di permanenza nei centri per i rimpatri e un maggior numero di reati per la revoca dello status di rifugiato. Il dibattito sul decreto rappresenta un momento cruciale per la tenuta del governo. Se la fronda interna al M5S dovesse allargarsi la maggioranza potrebbe essere a rischio. I membri dei gruppi di M5S e Lega a Palazzo Madama sono 167. La soglia della sicurezza numerica è stimata a quota 160 o 161.

(Foto da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / GIUSEPPE LAMI)