Fico contro le «ruspe» di Salvini: «Ci vuole più amore e partecipazione»

di Redazione | 26/10/2018

fico
  • Fico dice no alla «ruspa» evocata da Salvini

  • «La coesione sociale è fondamentale per costruire il resto della comunità solidale», dice il presidente della Camera

  • «Nei momenti difficili servono più amore e partecipazione»

Roberto Fico e Matteo Salvini rappresentano rispettivamente l’ala sinistra e l’ala destra della maggioranza gialloverde al governo. A ricordarcelo con cadenza quotidiana sono le posizioni così diverse espresse dai due politici, uno presidente della Camera a capo di una minoranza tra i 5 Stelle e l’altro leader di partito, la Lega. Ma ce lo ricordano talvolta anche velenose frecciate. L’ultima della serie sembra essere stata lanciata questa mattina, quando, parlando a Roma al IV Forum delle Città Metropolitane. Fico ha fatto capire, ha ribadito in realtà, di non gradire quella «ruspa» continuamente evocata da Salvini per risolvere problemi di sicurezza o difficile integrazione o degrado urbano.

LEGGI ANCHE > La mamma di Pamela commenta il caso Desirée: «I veri razzisti sono gli immigrati»

Fico dice no alla «ruspa» di Salvini

«La coesione sociale – ha detto la terza carica dello Stato – è il mezzo fondamentale per costruire il resto della comunità solidale. Anche nei momenti difficili non ci vogliono ruspe ma più amore e partecipazione. Bisogna essere costantemente nei quartieri difficili senza lasciare mai nessuno solo». «La sicurezza – ha spiegato ancora Fico – è un concetto molto ampio. Sicurezza significa investimenti in cultura, rigenerazione urbana, scuole. Sicurezza significa dare forza ai comuni e formazione agli assistenti sociali. Sicurezza significa integrazione, inclusione sociale, coesione sociale, dove si sviluppa una comunità forte e salda». «Poi esiste la repressione – ha continuato il presidente della Camera – che è molto importante e che i nostri poliziotti fanno molto bene. La repressione è un aspetto parziale della sicurezza. La repressione serve perché devono essere bloccati questi atti. Ma nel momento in cui tu blocchi questi atti, non puoi lasciare il deserto intorno. Noi dobbiamo ripensare le nostre città attraverso la formazione, le scuole, l’inquinamento. Tutto questo è sicurezza».

(Foto di copertina da archivio Ansa)