Andrea Agnelli difende l’operato della Juventus e attacca Report

di Enzo Boldi | 25/10/2018

Agnelli
  • Andrea Agnelli accusa Report di aver trasmesso fatti già acclarati

  • La Juventus condannata per non aver rispettato la Legge Pisanu

  • La strenua difesa bianconera contro l'indignazione prodotta dalle intercettazioni

Nel suo discorso d’apertura all’assemblea degli azionisti della Juventus, Andrea Agnelli ha parlato di quanto mostrato – e fatto ascoltare – da Report (programma d’approfondimento in onda su Rai3) nel corso della puntata dedicata al rapporto tra alcuni dirigenti bianconeri ed esponenti di un clan della ‘ndrangheta. Il presidente juventino ha accusato la trasmissione – quindi anche il conduttore Sigfrido Ranucci – di aver riportato fatti già noti.

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«Una trasmissione televisiva ha riportato fatti acclarati in ogni sede», ha detto Andrea Agnelli spiegando anche come per quelle contestazioni la Juventus abbia subito un regolare processo fino a esser «stata sanzionata dalla giustizia sportiva per due motivi». Il primo riguarda il numero di biglietti venduti a un singolo soggetto che superava il limite imposto dalla Legge Pisanu; il secondo aver favorito – attraverso responsabile della sicurezza Alessandro D’Angelo – l’ingresso allo Juventus Stadium di materiale non autorizzato.

Agnelli: «I fatti erano già acclarati»

Il fatto che le sentenze siano acclarate, però, non vieta a una trasmissione d’inchiesta e di approfondimento giornalistico di render pubbliche intercettazioni e fascicoli di un processo che ha già emesso una sentenza. Per Agnelli tutto doveva rimanere nel silenzio delle stanze dei tribunali, senza che il resto dell’Italia venisse a conoscenza di cosa c’era dietro a tutta questa storia che, ricordiamo, ha portato alla morte di un uomo che ha deciso di gettarsi da un ponte e non per motivi strettamente personali. O, almeno, non solo.

L’insostenibile leggerezza della difesa a catenaccio

Le intercettazioni tra il responsabile della sicurezza Alessandro D’Angelo sui vergognosi striscioni sulla tragedia di Superga del Grande Torino hanno provocato, giustamente, un senso di ribrezzo da parte del pubblico. Poi, il fatto che non siano ritenute prove nel corso di un processo non può essere una giustificazione. L’indignazione per le risate mentre si parla di un episodio che mostra tutta la rozzezza in cui spesso sbanda il tifo italiano (non solo quello juventino, perché di episodi simili se ne contano a centinaia nella storia del pallone nostrano) dovrebbe aprire un grande spaccato di riflessione. Il calcio è uno sport – come anche ribadito da Andrea Agnelli – e prendersela con chi ha fatto conoscere al mondo la «leggerezza» con cui sono stati affrontanti alcuni temi molto delicati, è un autogol.

(foto di copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)