Il senatore M5S De Falco e la fronda contro il decreto sicurezza di Salvini

di Redazione | 24/10/2018

Gregorio De Falco
  • Con i colleghi Paola Nugnes ed Elena Fattori, non vuole ritirare gli emendamenti che colpiscono il cuore del ddl

  • "Così come è strutturato il decreto è invotabile", spiegano

  • Il fronte dei senatori M5S è molto vicino a Roberto Fico

Il comandante Gregorio De Falco, con altri due colleghi dell’ala sinistra del Movimento 5 stelle (vicina quindi al presidente della Camera Roberto Fico) alzano i toni sul decreto sicurezza, molto caro agli alleati leghisti. A raccontare della fronda che rischia di dare molto fastidio a Salvini è oggi il Corriere della Sera, in un pezzo a firma di Claudio Bozza. De Falco,  conosciuto per il famoso “salga a bordo c…” urlato a Schettino nella tragica notte del naufragio della Concordia, con i colleghi Paola Nugnes ed Elena Fattori, non vuole ritirare gli emendamenti che colpiscono il cuore del ddl. Non vogliono insomma la stretta sui permessi umanitari, l’aumento dei tempi di trattenimento nei centri di accoglienza e sopratutto non vogliono quei reati in più che portano alla revoca dello status di rifugiato.

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«Ci sono alcuni emendamenti irrinunciabili — ha spiegato De Falco in una intervista video a Repubblica — qualcuno incide sul livello di civiltà del Paese e rende la norma costituzionalmente coerente, congrua; e poi ce ne sono altri che servono a raggiungere le finalità dichiarate dal decreto che sono sicurezza e risparmio della spesa. Se non dovessero esserci quelle modifiche per me essenziali, io non potrei votare il decreto».

(in copertina Gregorio De Falco a margine delle operazioni di registrazione dei nuovi senatori e delle nuove senatrici a Palazzo Madama, Roma, 19 marzo 2018)