Di Maio: «Il reddito di cittadinanza per il 47% alle regioni del Nord». I dati Istat dicono di no

di Enzo Boldi | 22/10/2018

Reddito di cittadinanza
  • I dati dell'Istat sulla suddivisione geografica della povertà in Italia

  • Al Sud il 62% di chi vive sotto i livelli minimi

  • La promessa di Luigi Di Maio del 47% di reddito di cittadinanza al Nord

Il tema della suddivisione dei fondi destinati al Reddito di Cittadinanza aveva acceso il dibattito politico nelle scorse settimane. La manovra per l’abolizione della povertà di Luigi Di Maio, secondo le stime fatte dallo stesso vicepremier, sarebbe destinata per il 47% a famiglie che vivono nelle regioni del Nord Italia, ma il fact checking dell’Agi – che ha analizzato i dati dell’ultimo rapporto fatto dall’Istat sulla povertà nel nostro Paese – svela come questo numero sia abbastanza lontano dalla realtà.

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Partiamo dall’inizio: la ripartizione geografica e demografica dell’Italia. Il Nord – secondo i parametri utilizzati dall’Istat per le sue rilevazioni – è costituito da otto regioni (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna). In queste zone vivono 27.736.158 persone, cioè il 46% circa della popolazione residente complessiva (60.483.973). Il restante 54% di cittadini si suddivide tra Centro (Toscana, Umbria, Marche e Lazio, pari al 20%) e Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, circa il 34% circa del totale).

I dati Istat e il reddito di cittadinanza

Come riporta ancora l’Agi, le stime fatte dal governo parlando di «2.200.000 poveri, deprivati materialmente o appartenenti a famiglie a bassa intensità di lavoro» a cui dovrebbe essere destinato il famoso reddito di cittadinanza, anche se non è ancora chiara la cifra destinata a ciascun «povero» e il ricalcolo in base alle proprietà possedute. L’unica cosa sicura è – come scritto nel documento programmatico – che «il reddito di cittadinanza garantisce il raggiungimento, anche tramite integrazione, di un reddito annuo calcolato in base dell’indicatore di povertà relativa dell’UE. Ne possono beneficiare i maggiorenni residenti in Italia da almeno 5 anni disoccupati o inoccupati (inclusi pensionati)».

Secondo i dati Istat, però, il numero dei poveri presenti in Italia è di gran lunga superiore rispetto alle stime fatte da Luigi Di Maio e dal suo governo. Si parla di oltre nove milioni di persone sparse lungo tutto lo Stivale (quasi sei milioni al Sud e sulle Isole, poco più di un milione al Centro e circa 2 milioni e 200mila al Nord). Quindi, oltre il 62% delle persone che vivono sotto la soglia di povertà si trova nella zona meridionale dell’Italia. Un dato che sembrerebbe cozzare con la promessa del leader politico del Movimento 5 Stelle che aveva garantito equità nella distribuzione del reddito di cittadinanza.

I numeri collidono con le promesse di Luigi Di Maio

L’Agi conclude la sua analisi sottolineando come ancora non siano stati resi noti i dettagli per la distribuzione del reddito di cittadinanza, «Ma se consideriamo la distribuzione geografica delle persone in condizione di povertà relativa in Italia, con il 62,5% che risiede al Sud, e il precedente del Rei, erogato per il 70% nel Mezzogiorno, sembra che la previsione di Di Maio sia molto improbabile. Restiamo ovviamente a disposizione per ricevere dati e stime diverse da parte del governo o della maggioranza».

(foto di copertina: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)