Il MoVimento 5 stelle e l’impotenza sul gasdotto Tap (che si farà)

di Redazione | 16/10/2018

Barbara Lezzi

Entro due giorni si dovrà decidere sul destino del gasdotto Tap. Sembra che si andrà avanti con i lavori perché il blocco di questi ultimi potrebbe costare molto di più. Ieri, riporta La Repubblica, c’è stato un incontro tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, la ministra del Sud Barbara Lezzi, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il sindaco di Melendugno e alcuni esponenti e parlamentari pugliesi del M5S. Il MoVimento 5 Stelle è stato da sempre contrario al Gasdotto Tap e questa retromarcia rischia di far perdere diversi consensi in Salento.

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TAP: I PRO, I CONTRO E LA LEGA DI SALVINI CHE DECIDE

La riunione sul Tap (Trans Adriatic Pipeline), ovvero il gasdotto trans-adriatico di 878 chilometri che porterà in Europa il gas dell’Azerbaijan passando attraverso la Puglia, non ha smosso nulla. Anche se oramai è data per quasi certo il proseguimento dei lavori.

«Verifiche verranno ancora fatte dal ministro Costa nelle prossime 24-36 ore e prenderemo una decisione. Ma abbiamo le mani legate – ha spiegato Lezzi al termine dell’incontro – dal costo troppo alto che dovremmo far pagare al Paese per fermare l’opera, un costo che per senso di responsabilità non possiamo permetterci».

Mentre il ministro Costa ha garantito sulle eventuali verifiche sulle cartografie, il sindaco di Melendugno Marco Potì ha parlato di opera pericolosa per i suoi concittadini. Dopo l’incontro, in un post su Facebook, ha ringraziato il premier Conte sottolineando però «l’impressione che non si sono fatti tutti quegli approfondimenti necessari né si è dedicato il tempo giusto a cercare qualche motivo valido per bloccare veramente Tap. Non è sufficiente cercare di calcolare i costi di abbandono, con una visione molto ragionieristica e attenta alle conseguenze economiche (tutte da dimostrare e calcolare per bene e non nel modo presentatoci), invece che con una visione più politica. Sono amareggiato, ma non demordiamo».

Gianluca Maggiore, portavoce del Movimento No Tap, da Lecce usa il pugno duro: «La battaglia continua e pure la richiesta di dimissioni in blocco degli eletti del Movimento 5 Stelle in caso ricomincino i lavori di Tap. Quello che è chiaro è che si sta giocando. I ministeri non hanno i documenti, non sanno nulla».

 

(Il ministro per il Sud Barbara Lezzi, nel corso della discussione della nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018 al Senato, 11 ottobre 2018. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)