Beppe Grillo ha trovato la cura alla morte: «È una malattia, ma non ce lo vogliono dire»

di Enzo Boldi | 08/10/2018

Beppe Grillo

Luigi di Maio ha abolito la povertà, Danilo Toninelli abolirà le vittime della strada e Beppe Grillo vuole abolire la morte. Il comico genovese ha scritto sul suo blog un articolo in cui parla di uno studio americano che parla di invecchiamento come malattia, per cui si sta cercando una cura. E non finisce qui. Il fondatore, l’uomo che ci ha messo la faccia fin dalla nascita, del Movimento 5 Stelle spiega che, qualora fosse trovata una terapia, le cause farmaceutiche non l’accetterebbero.

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«Se un nuovo farmaco dimostrasse di prolungare la vita umana – scrive Grillo sul suo blog –, non riceverebbe l’approvazione delle autorità a tale scopo, a meno che gli organi competenti non accettino che l’invecchiamento è una condizione medica curabile». Lo studio a cui fa riferimento il comico genovese è stato pubblicato su Science, rivista statunitensi di settore, lo scorso 23 marzo e riporta le ricerche fatte dal team diretto da David Sinclair.

Beppe Grillo e la pillola per la vita eterna

Si può vivere per sempre? Forse no, ma Beppe Grillo ritiene fondamentale lo studio americano che ha isolato una molecola, chiamata NAD+ che – con il passare degli anni – diminuisce negli uomini e nelle donne inibendo la capacità del corpo umano di reagire alle degenerazioni del DNA che, con l’età, diventa più debole e incline a subire danni che poi degenerano in malattie.

Beppe Grillo ha la cura per la morte

Uno studio che, secondo Grillo, viene osteggiato dagli organi competenti – il chiaro riferimento è alle case farmaceutiche – che non vogliono si sappia dell’esistenza di una cura alla morte. Le ricerche, ovviamente, proseguono e la possibilità di non morire grazie a una pillola multivitaminica sembra essere molto allettante. Certo, poi, non basterà quota cento, le pensioni anticipate o il reddito di cittadinanza per coprire economicamente la sussistenza sulla terra. Però, sarebbe concesso alla Lega di dilazionare ancor più negli anni la restituzione di quei 49 milioni di euro.

(foto di copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)